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La giustizia veronese riapre le indagini sulla morte di Moussa Diarra. Il gip ha respinto l'archiviazione per l'agente di Polfer, chiedendo nuovi accertamenti per chiarire i fatti.

Gip respinge archiviazione per poliziotto indagato

La richiesta di archiviazione per l'agente di Polfer è stata respinta. Questo significa che il caso relativo alla morte di Moussa Diarra non si chiude qui. Il fascicolo tornerà a essere esaminato dalla Procura. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari, Livia Magri.

Il procuratore reggente, Rita Caccamo, ha dichiarato che la Procura è pronta. Non appena l'ordinanza del gip sarà depositata, si procederà. Verranno effettuate tutte le attività istruttorie necessarie. L'obiettivo è colmare ogni lacuna informativa. Questo permetterà una ricostruzione completa e serena dei fatti accaduti.

Dubbi sulla ricostruzione dei fatti

Il gip ha evidenziato la delicatezza del caso. Coinvolge un appartenente alle forze dell'ordine come persona indagata. È fondamentale svolgere tutti gli accertamenti utili. Bisogna ricostruire i fatti nel modo più fedele possibile. Ci sono diversi punti non ancora chiari. Uno riguarda le riprese video.

I filmati non inquadrano la fase precedente agli spari. La scena all'esterno dell'atrio principale, dove sono stati esplosi i colpi, presenta delle lacune. Non si vede il momento in cui due agenti raggiungono Diarra nell'atrio. Il gip ha chiesto che vengano indagati per depistaggio. Questo riguarda sia le dichiarazioni contrastanti con i video, sia quanto detto nell'immediatezza.

Contraddizioni nelle testimonianze e nei video

L'indagato aveva dichiarato di aver disarmato Diarra. Quest'ultimo, a terra, stringeva ancora il coltello. La frase rivolta al collega, «Guarda il coltello, guarda il coltello», è stata riportata. Tuttavia, il video girato da un collega mostra altro. Venti secondi dopo, un sovrintendente toglie il coltello dalla mano del giovane. Lo scaglia lontano.

Il sovrintendente ha attestato questo fatto nella sua annotazione. Il gip definisce questa discrasia «preoccupante». Sottolinea la necessità di acquisire elementi che provino che Diarra agisse armato. Non che gli sia stato messo in mano un coltello. Lo zaino del giovane, arrivato ore dopo, era già stato svuotato. Il contenuto era appoggiato sul cofano di una Volante.

Approfondimenti richiesti dal gip

Il gip ha chiesto di approfondire diversi aspetti. Prima di tutto, bisogna individuare l'operatore che era davanti ai monitor quella mattina. È necessario verificare le discrepanze tra le deposizioni dei testimoni. Quattro dipendenti delle Ferrovie erano in servizio. Non hanno sentito la parola «coltello» dall'agente. Uno di loro ha modificato la deposizione in seguito.

Il suo racconto, riferito a quanto accaduto all'esterno, suscita perplessità. Il gip non vede come potesse sentire il poliziotto dalla biglietteria. Le immagini delle telecamere contraddicono il racconto dell'indagato e del collega. Riguardo agli accertamenti tecnici, il gip ha stigmatizzato il ritardo nell'acquisizione dei filmati. Questi sono stati depositati nel fascicolo del pm solo il 20 marzo 2025.

È ritenuta necessaria una consulenza informatica. Dovrà analizzare i backup dei computer. L'esperto dovrà estrapolare tutte le riprese delle aree interessate. Viene chiesta una nuova perizia balistica. Si dovrà stabilire la sequenza degli spari. L'esame del medico legale è richiesto per questo scopo. Sono stati concessi sei mesi di tempo per queste attività.

Domande frequenti sulla morte di Moussa Diarra

Perché il gip ha respinto la richiesta di archiviazione?

Il gip ha respinto la richiesta di archiviazione perché ha riscontrato diverse lacune e incongruenze nella ricostruzione dei fatti. In particolare, ci sono dubbi sulle riprese video, sulle testimonianze e sulla gestione delle prove, come il coltello ritrovato.

Quali sono i punti che verranno approfonditi nelle nuove indagini?

Le nuove indagini si concentreranno sull'analisi approfondita dei filmati, sull'individuazione dell'operatore di sorveglianza, sulla verifica delle testimonianze, su una consulenza informatica dei supporti digitali, su una nuova perizia balistica e sull'esame del medico legale per stabilire la sequenza degli spari.