Controlli rafforzati sul decoro urbano
A Verona è scattata una stretta sui comportamenti scorretti legati all'abbandono dei rifiuti. Il Comune, in linea con le normative nazionali più recenti, ha intensificato i controlli per garantire il rispetto del decoro urbano e delle regole di conferimento.
Le nuove disposizioni, che recepiscono il cosiddetto “Decreto terra dei fuochi” e la legge n.14 del 2026, prevedono sanzioni più severe e strumenti di monitoraggio potenziati. L'obiettivo è contrastare sia i piccoli gesti di inciviltà che gli abbandoni di maggiore entità.
Sanzioni severe per i trasgressori
Gettare un semplice mozzicone di sigaretta a terra può ora comportare una multa salata fino a 320 euro. Questa sanzione rientra nelle misure per contrastare l'abbandono di piccoli rifiuti che deturpano gli spazi pubblici.
Ancora più pesanti le conseguenze per chi abbandona rifiuti in prossimità dei cassonetti. In questi casi, le multe possono variare da 1.000 a 3.000 euro, a testimonianza della gravità di tali azioni.
Nuovi strumenti per il controllo
Per garantire l'efficacia dei controlli, il Comune di Verona si avvale di nuove risorse. A partire da aprile, gli ispettori ambientali di Amia affiancheranno la polizia locale nell'attività di sorveglianza e sanzionamento.
Un ruolo fondamentale sarà svolto anche dalla videosorveglianza. Le telecamere presenti sul territorio permetteranno di identificare i trasgressori anche in assenza di contestazione immediata, rendendo più difficile eludere le sanzioni.
Abbandono rifiuti: da illecito a reato
Le nuove normative inaspriscono ulteriormente la disciplina sull'abbandono dei rifiuti. Per i privati cittadini che abbandonano rifiuti non pericolosi, l'atto può configurarsi come una contravvenzione penale, con multe che oscillano tra 1.500 e 18.000 euro.
Le conseguenze sono ancora più gravi per le attività economiche, come esercizi commerciali e strutture ricettive. Per queste realtà, l'abbandono di rifiuti può costituire un vero e proprio reato, punibile con l'arresto da 6 mesi a 2 anni o con ammende da 3.000 a 27.000 euro.