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Due persone sono state arrestate nel Veronese dopo la scoperta di una vasta piantagione di cannabis nascosta in un'area boschiva. Tra i fermati figura anche uno street artist noto nella zona.

Scoperta maxi piantagione nel bosco

Le forze dell'ordine hanno scoperto due aree adibite alla coltivazione di cannabis. Queste piantagioni si estendevano per circa 200 metri quadrati. L'operazione si è svolta in un'area boschiva pubblica. Il luogo interessato è il comune di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.

I finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno effettuato gli arresti. Le due persone sono state colte in flagranza di reato. Si trovavano all'interno delle aree coltivate al momento dell'intervento.

Identificato uno degli arrestati

Uno dei due individui fermati è stato identificato. Si tratta di Pier Paolo Spinazzè, noto nel mondo artistico. Il suo nome d'arte è «Cibo». L'uomo ha 44 anni. È uno street artist molto conosciuto nella città di Verona. È famoso per la realizzazione di murales. Questi dipinti spesso coprono simboli d'odio e svastiche.

La sua notorietà artistica contrasta con l'attività illecita scoperta. La notizia ha suscitato sorpresa tra gli amanti della street art locale.

Indagini e sistema di sorveglianza

L'individuazione delle piantagioni è avvenuta grazie ai sorvoli aerei. Gli elicotteri della Guardia di Finanza di Venezia hanno permesso di localizzare le coltivazioni. Queste erano ben nascoste all'interno della vegetazione del bosco.

Sono quindi partite le indagini. Queste sono state coordinate dalla Procura di Verona. Le attività investigative sono durate alcuni mesi. Durante questo periodo sono state effettuate osservazioni continue.

Le piantagioni erano dotate di un sistema avanzato. Un impianto di irrigazione centralizzato assicurava l'approvvigionamento idrico. L'acqua veniva raccolta tramite fusti appositi. Inoltre, le coltivazioni erano protette da un sofisticato sistema di sorveglianza.

Diverse fototrappole erano state installate nel bosco. Queste telecamere erano occultate tra la vegetazione. Servivano a monitorare a distanza chiunque si avvicinasse alle coltivazioni. L'obiettivo era rilevare tempestivamente eventuali intrusioni o controlli.

Sequestro e perquisizioni

Nonostante le precauzioni, il sistema di sorveglianza non ha fermato i finanzieri. L'intervento è avvenuto mentre i due si trovavano sul posto. Sono state sequestrate circa venti piante di cannabis. Queste piante raggiungevano un'altezza fino a due metri. Il peso complessivo delle piante sequestrate supera i 60 chilogrammi.

Sono state confiscate anche tutte le attrezzature utilizzate per la coltivazione. Le analisi di laboratorio stabiliranno la percentuale di principio attivo. Si determinerà anche il numero di dosi ricavabili. Questi dati sono fondamentali per stimare il valore della produzione sul mercato illegale.

Successivamente, sono state effettuate perquisizioni domiciliari. Nell'abitazione di uno degli arrestati sono state trovate altre tre piante di cannabis. Nell'abitazione dell'altro fermato, sono stati sequestrati circa 53 grammi di marijuana.

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