La candidatura di Verona per ospitare partite di Euro 2032 è in bilico. Lo stadio Bentegodi non figura tra gli impianti prioritari, sollevando interrogativi sul futuro della struttura e sui finanziamenti. La questione arriva fino al Ministero delle Infrastrutture.
Stadio Bentegodi escluso dalla lista per Euro 2032
L'Italia si prepara ad ospitare gli Europei di calcio del 2032. Tuttavia, la città di Verona e il suo storico Stadio Bentegodi sembrano essere momentaneamente esclusi dalla lista degli impianti candidati. Questa esclusione solleva preoccupazioni riguardo alla pianificazione dell'evento e al futuro della struttura sportiva veronese.
La situazione è complessa, con l'intero sistema calcistico italiano che appare in ritardo rispetto ai tempi richiesti dall'UEFA. Il dossier presentato nel 2023, che includeva una rosa di dieci stadi italiani, ha visto l'aggiunta di nuovi impianti, come l'Arechi di Salerno, i cui lavori di ristrutturazione procedono spediti.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha tempo fino a fine settembre o inizio ottobre per comunicare all'UEFA i cinque stadi definitivi che ospiteranno le partite italiane. Altri due impianti verranno tenuti come riserve. La Turchia, co-ospitante, sembra essere molto più avanti nella preparazione.
Esiste il rischio che la FIGC, dopo aver mancato la qualificazione a tre Mondiali consecutivi, perda anche questa opportunità di rilancio. Tuttavia, Michele Uva, executive director UEFA, ha cercato di ridimensionare il problema, affermando che 13 stadi stanno lavorando per presentare la documentazione necessaria, e otto di questi sono in linea con il cronoprogramma. Verona, al momento, non figurerebbe tra questi.
Progetti e finanziamenti per il nuovo stadio a Verona
La possibile esclusione del Bentegodi da Euro 2032 non fermerebbe completamente il progetto di un nuovo stadio a Verona. Tuttavia, l'inclusione nell'evento europeo avrebbe potuto dare una spinta decisiva, attirando investitori e accelerando le procedure grazie a scadenze precise.
Attualmente, sono state presentate tre manifestazioni d'interesse al Comune di Verona, due da cordate aziendali e una dal Verona stesso. Queste proposte, però, rimangono generiche e non sono ancora stati presentati progetti concreti in municipio.
Il sindaco Damiano Tommasi aveva recentemente espresso la necessità di maggiori finanziamenti pubblici per la realizzazione del nuovo stadio. Aveva sottolineato come il 15% dell'investimento previsto dal governo centrale fosse insufficiente per rendere sostenibile l'operazione per un privato, soprattutto se l'impianto dovesse rimanere di proprietà pubblica. Tommasi auspicava un contributo governativo almeno doppio.
Interrogazione parlamentare al Ministro Salvini
La questione dei finanziamenti pubblici per il nuovo stadio è stata sollevata anche in Parlamento. La deputata di Forza Italia, Paola Boscaini, ha presentato un'interrogazione scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. L'onorevole chiede chiarimenti su eventuali interlocuzioni tra il Governo e il Comune di Verona riguardo all'utilizzo di fondi statali per la riqualificazione o la costruzione di un nuovo impianto.
Il Ministro Salvini, in una precedente dichiarazione a Vinitaly, aveva escluso la possibilità di finanziamenti diretti da Roma per il progetto dello stadio veronese. Nel frattempo, è emerso un elenco di otto stadi considerati prioritari per Euro 2032, che includerebbe Torino, Firenze, Roma, Salerno, Palermo, Cagliari e Napoli, ma non Verona.
Al momento, il Comune di Verona non ha ricevuto comunicazioni ufficiali dalla FIGC riguardo alla posizione del Bentegodi. La corsa per includere lo stadio veronese tra quelli selezionati per Euro 2032 appare quindi ancora in salita, con molte incognite da sciogliere.