Inquilini del "Il Borgo" a Verona chiedono una moratoria sugli sfratti prima di avviare trattative. La situazione di incertezza riguarda circa quaranta famiglie.
Inquilini "Il Borgo" chiedono stop sfratti
Il complesso di social housing denominato “Il Borgo” a Verona è al centro di una delicata vertenza. Le circa quaranta famiglie residenti in via Bruto Poggiani, nel quartiere di Borgo Roma, vivono un periodo di profonda incertezza. La loro situazione abitativa è precaria, dovendo decidere tra l'abbandono o l'acquisto delle case in cui risiedono da tempo.
L'annuncio di un tavolo operativo tra Regione Veneto, Comune di Verona e la società Investire Sgr non ha placato le preoccupazioni. Il comitato degli inquilini lamenta una mancanza di confronto reale. Sostengono che un tavolo di discussione non possa dirsi tale senza la partecipazione diretta dei residenti. Sono inoltre assenti i sindacati Sicet e Sunia, da sempre al loro fianco.
La principale fonte di ansia è l'avvicinarsi delle scadenze contrattuali. Le prime richieste di lasciare gli alloggi sono previste già per il mese di maggio 2026. Gli abitanti descrivono questa incombente minaccia come una «spada di Damocle». Essa grava su nuclei familiari selezionati proprio per la loro fragilità socio-economica.
Moratoria sfratti: condizione per il dialogo
La condizione posta dal comitato per avviare qualsiasi trattativa è chiara e imprescindibile. Richiedono una moratoria immediata sulle procedure di sfratto. L'obiettivo è evitare che decine di persone si ritrovino senza un tetto in tempi strettissimi. L'opzione di acquisto degli appartamenti, proposta dalla proprietà, è considerata impraticabile dalla maggior parte dei residenti.
I prezzi richiesti per l'acquisto si aggirano intorno ai 2.700 euro al metro quadro. Queste cifre sono percepite come tariffe di mercato, non in linea con gli scopi dell'edilizia convenzionata. Superano persino le valutazioni fatte nel 2010, anno di avvio del progetto. Oltre al costo elevato, i residenti denunciano tempi d'azione irrealistici.
Vengono concessi solo sessanta giorni per decidere l'acquisto. Questo lasso di tempo è tecnicamente insufficiente per ottenere l'erogazione di un mutuo bancario. La situazione evidenzia una profonda discrepanza tra le esigenze abitative e le proposte economiche.
Domande sulla gestione del fondo immobiliare
La vertenza solleva interrogativi sulla gestione del fondo immobiliare etico “Veneto Casa”. La Regione Veneto detiene una quota del 10% in questo fondo. Il comitato chiede spiegazioni sul perché si voglia interrompere un'esperienza sociale considerata positiva. Documenti istituzionali e il sito della Regione prevedevano locazioni convenzionate per almeno vent'anni.
L'orizzonte temporale previsto era fino alla scadenza naturale del fondo, fissata al 2035. La paura dei residenti è che un progetto nato con finalità pubbliche e sociali venga trasformato in una mera operazione commerciale. Si teme l'ignoranza del destino delle fasce più deboli della popolazione.
La natura del fondo e la sua gestione sono aspetti cruciali della vicenda. La trasparenza su questi punti è fondamentale per una risoluzione equa. La comunità locale attende risposte concrete.
Incontro istituzionale fissato per il 3 aprile
L'assessore all'edilizia popolare di Verona, Federico Benini, ha confermato un incontro importante. L'appuntamento è fissato per venerdì 3 aprile. Si confronteranno Investire Sgr e gli inquilini del condominio “Il Borgo”. L'assessore esprime fiducia nella possibilità di un chiarimento. Spera in una positiva risoluzione di una vicenda molto sentita dalla cittadinanza.
Benini ha dichiarato che il fascicolo è giunto sulla sua scrivania da pochi giorni. Ha immediatamente contattato i rappresentanti del comitato. È stato fissato un incontro per martedì 31 marzo. Il giorno precedente, lunedì 30 marzo, ci sarà un punto della situazione con gli uffici competenti. Grazie alla disponibilità della società proprietaria, l'incontro del 3 aprile permetterà un confronto diretto.
Questa questione riguarda una fascia di popolazione definita “grigia”. Hanno redditi troppo alti per l'edilizia residenziale pubblica, ma insufficienti per il mercato libero. L'assessore sottolinea la priorità di coinvolgere tutti gli attori. L'obiettivo è vagliare ogni strada percorribile dal Comune per tutelare le famiglie coinvolte.