Calo consumi a Verona: dati di febbraio
A Verona si registra un preoccupante calo dei consumi nel mese di febbraio, con una flessione del 4%. Questo dato contrasta con la leggera crescita registrata a livello regionale in Veneto (+0,7%) e con la lieve flessione nazionale (-0,7%).
A gennaio, i negozi e i pubblici esercizi veronesi avevano mostrato una timida ripresa (+1,1%), attribuita in parte alle spese post-festività e ai saldi. Tuttavia, il mese successivo ha segnato un'inversione di tendenza, evidenziando una maggiore parsimonia nelle spese dei cittadini.
Guerra e rincari: l'impatto sull'economia
L'incertezza legata al conflitto in Medio Oriente getta un'ombra sulla primavera, con il timore di un'ulteriore ondata di rincari. Gli operatori economici stanno rivedendo i propri budget, prevedendo un aumento dei costi difficilmente quantificabile data la volatilità dei mercati.
Le famiglie veronesi si preparano a fronteggiare aumenti che vanno oltre il costo dei carburanti, con possibili ripercussioni su ogni aspetto della vita quotidiana, dalla spesa alimentare ai beni di consumo.
Settori colpiti: commercio, edilizia e manifattura
Le associazioni di categoria esprimono preoccupazione. Nicola Dal Dosso, direttore di Confcommercio Verona, evidenzia come il conflitto stia mettendo in discussione i segnali incoraggianti di inizio anno, con il rischio di fiammate inflazionistiche e impatti negativi su fiducia, consumi e investimenti.
Anche il settore dell'edilizia è sotto pressione: l'aumento dei prezzi di petrolio e materie prime, unito ai ritardi nelle consegne, sta causando rincari fino al 30% per materiali come guaine e tubi in PVC. La manifattura artigiana veronese registra aumenti significativi per metalli (rame +40%, alluminio e ferro +20%) e plastiche (+30%), con conseguenze anche per l'industria alimentare.
Agricoltura e costi energetici
L'agricoltura non è immune dagli aumenti. Oltre ai carburanti e all'energia, i fertilizzanti azotati hanno visto un incremento del 41% dall'inizio del conflitto. Questi costi aggiuntivi si tradurranno inevitabilmente in un aumento dei prezzi per cereali e ortofrutta.
Le attività commerciali, inclusi gli albergatori, prevedono un aggravio mensile di quasi 2.000 euro per le sole utenze di luce e gas. L'estate porterà ulteriori spese per condizionatori e sistemi frigoriferi, con un probabile scarico dei costi sui consumatori.