Gli enti locali veronesi affrontano una crisi economica dovuta all'aumento dei costi di energia, carburanti e materiali. Si valutano tagli ai servizi e aumenti delle rette per bilanciare i conti.
Appalti pubblici sotto pressione per l'aumento dei costi
I capitolati d'appalto pubblici sono in difficoltà a causa dell'impennata dei prezzi. L'aumento dei costi di energia, carburanti e materie prime sta creando un effetto domino. Questo rallenta i cantieri e fa lievitare le spese per opere pubbliche e asfaltature. Si teme che questi rincari si riflettano presto sulle tariffe locali. I municipi di Verona e della sua provincia sono preoccupati. Si stanno rifacendo i conti e cresce il timore per il nuovo anno scolastico. Potrebbero esserci aumenti per mense, asili nido e trasporto scolastico. Anche la Tari potrebbe subire ritocchi.
Le amministrazioni locali devono scegliere tra manutenzioni da rimandare e investimenti da ridimensionare. La coperta è sempre più corta per i sindaci. Essi chiedono stabilità dei prezzi e nuovi sostegni. L'obiettivo è evitare che il peso dei rincari ricada su famiglie e contribuenti.
L'allarme dei costruttori e le conseguenze per Verona
L'associazione dei costruttori, Ance, ha lanciato l'allarme per prima. Molti appalti stipulati mesi fa non reggono più l'impennata dei prezzi. Le imprese richiedono adeguamenti contrattuali. I Comuni cercano margini di manovra, spesso limitati. Il rischio concreto è un effetto domino di rinvii. Le opere potrebbero essere ridimensionate e i servizi più costosi per i cittadini. L'incertezza internazionale aggrava la situazione. Rende difficile programmare investimenti a medio termine.
L'assessore al Bilancio di Verona, Michele Bertucco, conferma la preoccupazione. I rincari sono reali sia per le casse comunali sia per gli utenti dei servizi. Nel 2022, la crisi energetica legata al conflitto in Ucraina fece aumentare la bolletta del Comune. L'aumento fu di 12 milioni di euro rispetto ai 23-25 milioni annuali. Questa esperienza ha insegnato. Il Comune ha accantonato risorse per fronteggiare rischi futuri.
Al momento non sono arrivate richieste formali di revisione contrattuale dalle ditte. Tuttavia, Bertucco si aspetta che arrivino presto. L'assessore ha dichiarato: «Ci aspettiamo richieste di revisione contratti, si cercherà di non aumentare le spese per i cittadini».
Trasporti, mense e Tari: possibili aumenti per i cittadini
I cittadini potrebbero vedere ripercussioni sul trasporto urbano e scolastico. Anche le rette degli asili nido e le mense scolastiche potrebbero aumentare. L'incremento di energia, carburanti e generi alimentari rischia di tradursi in costi maggiori. Anche il tema della Tari è aperto. Entro il 30 aprile dovrà essere approvato il piano tariffario. I nuovi rincari saranno inevitabilmente valutati. Si cercherà di non aumentare le spese per i cittadini. Tuttavia, la situazione è complessa e potrebbe essere necessario recuperare risorse altrove.
Situazione negli altri comuni: Legnago, Villafranca, San Giovanni Lupatoto
A Legnago, il sindaco Paolo Longhi descrive una situazione già vissuta. Problemi simili si sono verificati con il Covid e la guerra in Ucraina. Non ci sono ancora richieste di rimodulazione degli appalti. Il pericolo, però, è imminente. Un esempio emblematico è il rifacimento dello spogliatoio di un impianto sportivo. L'importo necessario è raddoppiato in pochi anni.
A Villafranca, il nodo più urgente riguarda le asfaltature. Il sindaco Roberto Dall’Oca spiega che le gare erano state fatte a fine 2025. L'intento era aprire i cantieri in primavera-estate. Ora le ditte segnalano che il lavoro costa il 15-20% in più. L'opera della bretella circonvallatoria, da 24 milioni di euro, potrebbe aumentare di 3 o 4 milioni a causa dei rincari.
A San Giovanni Lupatoto, il sindaco Attilio Gastaldello parla di tempistiche fortunate. La situazione attuale è seria. Tuttavia, i lavori più significativi sono stati conclusi prima del peggioramento. Si riferisce a nuove piscine, un asilo nido e un palazzetto dello sport. Ora si procederà con prudenza, risparmiando e accantonando risorse per coprire futuri ammanchi.
I primi tagli a Negrar e le criticità a Sant'Ambrogio
A Negrar di Valpolicella, la preoccupazione è netta. Il sindaco Fausto Rossignoli conferma i primi tagli. Un piano asfalti è stato ridotto. Si affronta un doppio problema: costi in salita e fondi in calo. Il Pnrr è terminato e altre risorse statali sono state ridotte. Il nuovo prezzario regionale delle opere pubbliche annuncia rialzi. Il conto termico, importante fonte per ammodernare impianti e contenere spese energetiche, si è esaurito in poche settimane. Opere programmate slitteranno di almeno un anno. A Sant’Ambrogio di Valpolicella, il sindaco Roberto Zorzi indica che i ribassi di gara hanno compensato i rincari per le asfaltature. Ci sono cantieri stradali attivi. Tuttavia, per i nuovi lavori si dovrà tenere conto degli aumenti.
Nuovi piani Tari e futuro incerto
Sul fronte tariffe, Zorzi avverte che a maggio saranno approvati i nuovi piani Tari. Si dovrà considerare l'aumento del costo per erogare i servizi. La riaccensione del riscaldamento, con l'avvicinarsi della stagione fredda, potrebbe non essere indolore. Dal 2020 a oggi, i comuni hanno attraversato diverse crisi. La situazione attuale rimane complessa e incerta per la gestione dei servizi pubblici.
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