Le celebrazioni per il 25 aprile a Verona iniziano il giorno prima con un omaggio ai ferrovieri caduti. Il sindaco Damiano Tommasi ha sottolineato il loro ruolo di cittadini esemplari per la democrazia.
Omaggio ai ferrovieri caduti a Porta Vescovo
Le celebrazioni per l'81° anniversario della Liberazione a Verona sono iniziate in anticipo. La cerimonia ha reso omaggio ai ferrovieri caduti per la democrazia. Si è svolta alle Officine ferroviarie di Porta Vescovo.
Il corteo è partito dalla portineria delle Officine Manutenzione Locomotive. Ha raggiunto il monumento nel viale della Stazione. Qui è stata deposta una corona d'alloro. L'omaggio è dedicato alla memoria dei ferrovieri.
Il sindaco Tommasi: esempio di cittadinanza democratica
Il sindaco Damiano Tommasi ha pronunciato parole significative. «L'esempio dei ferrovieri caduti durante la resistenza per la Liberazione ci ricorda oggi l'importanza di continuare a ribadire che, attraverso il proprio lavoro, si esplicita il proprio essere cittadini e nel contempo parte della vita democratica del Paese», ha affermato.
Ha poi aggiunto: «La trasversalità politica della Resistenza ha dimostrato la forza della mediazione nell’individuare un unico obiettivo comune, a prescindere dal colore politico». Il sindaco ha citato il recente Referendum come esempio di dialogo democratico.
La Resistenza e il valore della mediazione
Il primo cittadino ha evidenziato come la Resistenza e la Costituente abbiano insegnato il valore della coesione. «Chi ha partecipato alla Resistenza e alla fase della Costituente ci ha insegnato che quel modo di stare insieme è orgoglio per tutti noi», ha dichiarato.
Ha poi sottolineato che a Verona l'evento che apre il 25 aprile parte dal basso. «L’evento che apre alla giornata del 25 aprile parte dal basso, dalla quotidianità, da un luogo di lavoro, ricordando che ognuno di noi fa parte del cambiamento», ha spiegato.
Responsabilità nella Repubblica democratica
Il sindaco ha messo in guardia dalle tendenze attuali. «Oggi vediamo dinamiche a livello mondiale che scelgono la forza, la violenza e le armi, prima della mediazione», ha osservato.
Ha concluso con un appello alla responsabilità. «Chi, come me, indossa il tricolore, ma in generale tutte e tutti, ha la responsabilità di ribadire la volontà di essere orgogliosamente parte di una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e sulla libertà di ognuno», ha concluso.
La tragica storia di Nereo Toffaletti
La commemorazione ha ricordato anche storie individuali. Numerosi ferrovieri furono scortati da truppe tedesche e fasciste. Erano diretti alla stazione di Verona Porta Nuova. Dovevano essere inviati in Germania come manodopera.
È stata ricordata la figura di Nereo Toffaletti. Il 22 giugno 1944, in piazza Cittadella, fu trascinato verso i campi di lavoro forzato. Insieme ad altri resistenti.
Il giovane cercò di abbracciare la madre. Lei voleva dargli un pacco. Fu ucciso dai nazifascisti. Prima da un componente della Gnr. Poi, a terra, da un militare tedesco. La lapide sul luogo del suo assassinio ne ricorda il sacrificio.