Lo street artist veronese Cibo, celebre per la sua opera di rimozione di scritte d'odio dai muri, è ora oggetto di critiche per alcuni suoi vecchi post sui social media. La vicenda ha sollevato un dibattito sulla coerenza delle sue azioni e delle sue opinioni.
Critiche a Cibo per vecchi post sui social
La figura di Cibo, artista di strada veronese, è finita sotto i riflettori per una serie di sue vecchie pubblicazioni sui social network. L'artista, il cui vero nome è Pier Paolo Spinazzè, è conosciuto per la sua attività di cancellazione di scritte offensive, fasciste o naziste, sostituendole con murales a tema gastronomico. Tuttavia, un'analisi approfondita del suo profilo personale ha fatto emergere commenti ritenuti problematici.
Queste esternazioni riguardano temi sensibili come il sessismo, il bullismo e la politica internazionale. La giornalista Selvaggia Lucarelli ha rilanciato alcuni di questi post, definendo l'artista un «odiatore» a sua volta. La sua opinione è stata condivisa anche da alcuni esponenti politici locali.
Contenuti controversi e reazioni politiche
Tra i post che hanno suscitato maggiore scalpore, spiccano alcune riflessioni sulla vicenda di Tiziana Cantone, la giovane suicida dopo la diffusione online di suoi video privati. Spinazzè aveva scritto: «Se sei una perdente e ti suicidi, sono forse ca... miei?». Altre dichiarazioni critiche riguardano lo Stato di Israele, con un commento che paragona l'esilio degli israeliani ai campi di concentramento. Non sono mancate frecciate politiche, come l'invito a Salvini a «improvvisarsi artificiere».
Queste affermazioni hanno portato a critiche anche da parte dei consiglieri comunali di centrodestra di Verona, tra cui Paola Bressan, Nicolò Sesso, Andrea Velardi e Stefano Bianchini. Essi hanno espresso disappunto, definendo Spinazzè un personaggio da non considerare e le sue esternazioni da condannare fermamente. Hanno anche messo in dubbio il suo legame con il movimento delle «sardine», a cui l'artista aveva espresso sostegno.
Il contesto dell'attività di Cibo
La vicenda assume una particolare rilevanza considerando l'impegno di Cibo nel contrastare l'odio visivo presente sul territorio veronese. La sua opera di rimozione di scritte offensive era stata ampiamente documentata e apprezzata. Solo di recente, l'artista aveva denunciato un atto intimidatorio, con una bomba carta piazzata sotto la sua automobile.
La critica mossa da Selvaggia Lucarelli e altri mette in luce una presunta contraddizione tra l'immagine pubblica dell'artista e le sue opinioni private espresse online. La giornalista ha ironicamente commentato: «Almeno la bomba carta sotto la sua macchina era vera? Perché pare non ci sia prova manco di quella». Al momento, Pier Paolo Spinazzè non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle recenti critiche.
L'artista e la sua missione
L'attività di Cibo si inserisce in un contesto più ampio di riqualificazione urbana e di lotta al degrado. La sua scelta di utilizzare temi legati al cibo per i suoi murales è un modo per portare un messaggio positivo e costruttivo. La sua fama era cresciuta anche grazie a interviste su testate nazionali e internazionali, che avevano messo in risalto la sua originalità e il suo impegno sociale.
La bufera mediatica scatenata dai suoi vecchi post social rischia ora di offuscare la sua opera. Il dibattito si concentra sulla possibilità che una persona impegnata nella lotta all'odio possa essa stessa veicolare messaggi offensivi o discriminatori. La questione solleva interrogativi sulla complessità delle figure pubbliche e sulla coerenza tra azioni e parole.