Nell'Ovest Veronese sono già attivi 86 affidi familiari, con 75 residenziali e 11 diurni. Il Casf di Bussolengo lancia un nuovo percorso formativo per futuri affidatari, con incontri a maggio.
Nuovo corso per affidi familiari a Bussolengo
L'interesse per l'affido familiare cresce nell'area occidentale di Verona. Questo strumento di supporto, spesso poco visibile, si rivela cruciale per bambini e ragazzi in difficoltà. Il Centro per l’Affido e la Solidarietà Familiare (Casf) di Bussolengo, parte dell'Ulss 9 Scaligera, ha aperto le iscrizioni per un nuovo ciclo formativo. Il corso è destinato a coppie, single e famiglie che desiderano comprendere il significato di accogliere un minore temporaneamente.
I dati relativi al 2025 rivelano un quadro significativo. Nei trentasette comuni dell'Ovest Veronese, si contano ben 86 affidi familiari attivi. Di questi, 75 sono di tipo residenziale, mentre 11 sono diurni. Questi numeri sottolineano l'importanza di tali interventi. Allo stesso tempo, evidenziano la necessità di ampliare il numero di famiglie disponibili ad offrire supporto.
Dettagli del percorso formativo per affidatari
Il percorso formativo si articola in tre incontri serali. Le date previste sono il 5, 12 e 19 maggio, con orario dalle 18:00 alle 20:00. Durante gli incontri, verranno trattati diversi argomenti fondamentali. Si analizzerà la cornice legislativa che regola l'affido. Saranno presentate le varie forme di accoglienza possibili. Verrà inoltre definito il ruolo specifico delle famiglie affidatarie. La partecipazione di associazioni attive sul territorio arricchirà il dibattito.
Le iscrizioni al corso rimarranno aperte fino al 21 aprile. Per aderire, è necessario inviare una richiesta via email. L'indirizzo da utilizzare è genitorialita@aulss9.veneto.it. Questa iniziativa rappresenta un primo passo concreto verso un impegno di solidarietà familiare.
Cos'è l'affido familiare e come funziona
L'affido familiare è un intervento temporaneo. Viene attivato quando un minore si trova in una situazione di rischio. L'obiettivo è garantire un contesto protetto per la sua crescita. Non si mira a recidere i legami con la famiglia d'origine. Piuttosto, si intende tutelare il bambino. Contemporaneamente, si offre sostegno ai genitori nel loro percorso. Questo può portare a un futuro rientro del minore nel nucleo familiare.
Katia Tinazzi, referente del Servizio Tutela Minori e Consultori Familiari, ha commentato l'iniziativa. Ha spiegato che «Aprire la propria casa all'affido non significa avere risposte pronte, ma scegliere di mettersi in ascolto di una storia e di un bisogno reale». Ha aggiunto che «È un gesto che chiede equilibrio, concretezza e fiducia nel lavoro di rete». Questo impegno, secondo Tinazzi, «può generare per un bambino o un ragazzo uno spazio decisivo di crescita, continuità e serenità».
Supporto economico e testimonianze
Il percorso formativo è solo l'inizio di un cammino più strutturato. Seguiranno colloqui individuali. Sarà effettuata anche una visita domiciliare. Questi passaggi servono a valutare la reale disponibilità delle famiglie. L'affido può essere residenziale, includendo l'ospitalità notturna. Oppure può essere diurno, con una presenza limitata ad alcune ore della giornata.
Per sostenere le famiglie affidatarie, è previsto un contributo economico mensile. Questo importo è esente da tasse. Per l'affido residenziale, l'ammontare è di 620 euro. Per l'affido diurno, la cifra è di 310 euro. A testimoniare il valore di questo impegno, c'è la storia di Emma Ferrari ed Ezio Scandola. Questa coppia di San Peretto di Negrar accoglie bambini e ragazzi in difficoltà da quasi vent'anni. Hanno ospitato sei minori, inclusa una giovane mamma con la sua bambina. Hanno creato legami duraturi, proseguiti anche dopo la conclusione degli affidi. Attualmente, in pensione, continuano ad accogliere due sorelle.
La coppia ha condiviso la propria esperienza: «Non c'è la pretesa di cambiare la vita dei bambini ma di accoglierli per quello che sono, senza giudicare le loro famiglie». Hanno concluso dicendo: «Sul passato non possiamo intervenire, sul futuro non tutto dipende da noi, ma sul presente possiamo fare molto».
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