Due allevatrici di pecora Brogna a Castelvero hanno deciso di abbandonare la loro attività a causa dei continui attacchi dei lupi, che hanno causato la morte di numerosi capi e la perdita di agnellini. La situazione preoccupa la comunità locale e solleva interrogativi sulle misure di protezione.
Allevatrici di pecora Brogna rinunciano all'attività
Mirella Faggionato e sua figlia Giulia Filipozzi, allevatrici di pecora Brogna a Castelvero, hanno annunciato la loro decisione di interrompere l'attività. Dopo sette anni di lavoro per recuperare pascoli incolti, la situazione è diventata insostenibile. L'imprenditrice agricola Mirella Faggionato esprime profonda amarezza e rassegnazione. «Non vediamo alternative al rinunciare alla salvaguardia del territorio», ha dichiarato con dolore.
La pecora Brogna, una razza autoctona, era stata scelta per la sua capacità di mantenere puliti i pascoli. Questi animali contribuivano a rendere fruibili aree altrimenti inaccessibili. Ogni animale aveva un nome ed era diventato un punto di riferimento per i bambini del posto. Ora, le 11 pecore rimaste sono tenute in stalla per sicurezza, un triste epilogo per un progetto di valorizzazione ambientale.
Attacchi di lupi mettono fine all'allevamento
Gli attacchi dei lupi hanno segnato la fine dell'attività. Il primo episodio risale al 3 aprile, quando cinque capi furono predati. Nonostante l'installazione di reti anti lupo alte 150 centimetri, elettrificate e con trama fitta, il 7 aprile si è verificato un nuovo attacco. Questa volta, altre tre pecore sono state uccise. La vicinanza dei pascoli alle abitazioni, a contrada Vanzi, ha aumentato la preoccupazione generale.
«Il lupo si è spinto disinvoltamente molto vicino alle case», ha spiegato Faggionato, sottolineando lo sconcerto e il senso di sconfitta. Il trauma di ritrovare gli animali in quelle condizioni è stato devastante. L'allevatrice aveva scelto gli ovini nel 2018, preferendoli a mezzi meccanici come il decespugliatore, con l'obiettivo di preservare l'ambiente.
Richieste di intervento e inefficacia delle misure
Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, da tempo impegnato nella battaglia per il contenimento del lupo, interviene per sollecitare un'azione concreta da parte della Regione. «La Regione non ha alibi, deve intervenire», ha affermato Valdegamberi. Critica l'eccessiva lentezza burocratica e l'opposizione ideologica all'abbattimento, nonostante le condizioni favorevoli. «Sono il primo a difendere il lupo ma compatibilmente all’ambiente sempre più antropizzato», ha aggiunto.
Secondo il consigliere, tre quarti delle misure di protezione si sono dimostrate inefficaci. La Lessinia è stata certificata dall'Ispra come un'area ad alto rischio. L'anno precedente, il Veneto avrebbe potuto ridurre la popolazione di 5 unità, ma non è stato fatto nulla. Le procedure per l'abbattimento o la rimozione di animali predatori, come quelle avviate a Sant’Anna d’Alfaedo, sembrano arenarsi negli uffici regionali.
Appello alle nuove istituzioni
La figlia Giulia Filipozzi, laureata in Agraria con una tesi sulla pecora Brogna, condivide la delusione della madre. Entrambe credevano nel progetto di salvaguardia promosso dall'Associazione regionale allevatori del Veneto. La gestione dolce del territorio e il rispetto della biodiversità sono strategie fondamentali per contrastare l'abbandono delle aree montane.
Ora, l'appello si rivolge al neo assessore Dario Bond. Valdegamberi confida che l'assessore sia a conoscenza del problema e auspica un intervento risolutivo. «Se ancora non si farà nulla sarà solo colpa della Regione», ha concluso il consigliere, sottolineando l'urgenza della situazione.
Domande frequenti
Perché le allevatrici di pecora Brogna hanno deciso di abbandonare la loro attività?
Le allevatrici hanno deciso di interrompere l'attività a causa dei continui e devastanti attacchi dei lupi, che hanno causato la morte di numerosi capi ovini e la perdita di agnellini, rendendo insostenibile la gestione dell'allevamento.
Quali misure di protezione sono state adottate e perché si ritengono inefficaci?
Sono state installate reti anti lupo alte 150 centimetri, elettrificate e con trama fitta. Tuttavia, gli attacchi sono continuati, portando a concludere che queste misure si sono rivelate inefficaci nel proteggere il bestiame.