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L'accesso al loggiato di San Fermo a Verona è stato improvvisamente bloccato per motivi di sicurezza. La decisione, presa a sole due settimane dall'avvio di un accordo di valorizzazione, solleva interrogativi sulla stabilità della struttura.

Chiusura improvvisa per motivi di sicurezza

L'associazione Templari Oggi ha comunicato la sospensione dell'accesso al loggiato nord-est di San Fermo Maggiore. La decisione è giunta inaspettatamente, a soli quindici giorni dall'inizio di un patto di sussidiarietà con il Comune di Verona. Questo accordo mirava alla custodia e valorizzazione del sito storico.

La Direzione edilizia monumentale ha segnalato un potenziale dissesto strutturale. In attesa di verifiche tecniche approfondite, l'area è stata interdetta al pubblico. La chiesa di San Fermo Maggiore rimane invece regolarmente accessibile ai visitatori.

Accordo di valorizzazione interrotto

Il patto di sussidiarietà tra Templari Oggi e il Comune di Verona era iniziato da poco. L'associazione si era impegnata per un anno nella gestione del loggiato trecentesco. I compiti includevano presidio, pulizia e manutenzione ordinaria. Era prevista anche l'apertura al pubblico nei fine settimana.

Volontari avrebbero dovuto accogliere e informare i visitatori. L'obiettivo era promuovere la fruizione di questo importante bene storico. La chiusura improvvisa interrompe queste attività.

Potenziali scoperte storiche in sospeso

Il complesso di San Fermo Maggiore riveste un interesse particolare per Templari Oggi. All'interno del chiostro parrocchiale si trova un sarcofago medievale. Alcune ipotesi, ancora oggetto di studio, suggeriscono che possa contenere le spoglie di Arnau de Torroja. Egli fu il nono maestro generale dell'Ordine del Tempio, deceduto a Verona nel 1184.

Ricercatori dell'Università di Salisburgo stanno conducendo studi su questo aspetto. La chiusura del loggiato potrebbe rallentare o complicare le ricerche in corso.

Reazioni e collaborazione con il Comune

Mauro Giorgio Ferretti, presidente di Templari Oggi, e Nicola Daldosso, referente per il patto di sussidiarietà, hanno espresso sorpresa. Hanno definito la notizia «improvvisa e inaspettata». Hanno sottolineato che la chiusura avviene dopo lunghi lavori di ristrutturazione nell'area.

Entrambi assicurano la massima collaborazione con il Comune di Verona. L'obiettivo è accelerare le perizie statiche necessarie. La priorità per l'associazione è garantire la trasparenza e la sicurezza dei visitatori.

«La nostra priorità resta la gestione trasparente di questo imprevisto», hanno dichiarato. «Assicuriamo che nessun visitatore corra rischi all'interno del complesso monumentale».