Un'operazione di controllo sulle armi a Verona e provincia ha portato al ritiro e alla distruzione di 636 armi in un anno. Sono state inoltre revocate 95 licenze di porto fucile e rigettate 113 richieste.
Controlli sulle armi a Verona e provincia
La Questura di Verona ha gestito il ritiro e la distruzione di circa 636 armi nell'ultimo periodo. L'azione ha interessato l'intera provincia scaligera.
La Polizia ha inoltre emesso circa 600 diffide. Queste erano rivolte a detentori di armi. L'obiettivo era richiedere la certificazione sanitaria obbligatoria.
A seguito di queste verifiche, sono state ritirate 279 armi. Questo dato evidenzia l'efficacia dei controlli.
Revoca licenze e dinieghi
Il Questore di Verona ha preso provvedimenti significativi. Sono state revocate 95 licenze di porto fucile. Queste riguardavano l'uso per caccia e tiro a volo.
Inoltre, sono state rigettate 113 istanze. Queste richieste miravano al rilascio di nuove licenze.
I motivi dei dinieghi includono la mancanza di requisiti psico-fisici. Sono stati considerati anche precedenti penali dei richiedenti.
Certificazione sanitaria: obblighi e validità
La certificazione medica è un requisito fondamentale. Deve essere presentata ogni cinque anni.
Questo obbligo si applica a tutti i possessori di armi comuni. Include anche chi detiene armi a scopo di collezione.
Non è richiesta per chi ha una licenza di porto d'armi valida. Non è necessaria neanche per i collezionisti di sole armi antiche.
Come ottenere il certificato medico
Il certificato medico attesta l'idoneità del detentore di armi. Può essere rilasciato da diverse autorità sanitarie.
Tra queste figurano il settore medico-legale delle ASL. Anche medici militari o della Polizia di Stato possono rilasciarlo.
Il certificato deve confermare l'assenza di malattie mentali. Non devono esserci vizi che compromettano la capacità di intendere e volere.
La certificazione deve essere presentata all'ufficio di Pubblica Sicurezza. Questo può essere la Questura o la stazione dei Carabinieri.
L'ufficio competente è quello del Comune di residenza dell'interessato.