La produzione di vino Valpolicella nel 2025 ha visto un lieve calo, con quasi 57,5 milioni di bottiglie imbottigliate. L'export raggiunge 87 nazioni, ma il focus si sposta sulla qualità e il valore del marchio.
Produzione imbottigliata Valpolicella in flessione nel 2025
L'anno 2025 ha segnato una contrazione per la denominazione Valpolicella. Sono state prodotte quasi 57,5 milioni di bottiglie, registrando un decremento del 3% rispetto all'anno precedente. Questa diminuzione ha interessato diverse tipologie di vino.
L'Amarone e il Recioto hanno visto una flessione del 2,4%, con 13,58 milioni di bottiglie. Il Valpolicella Ripasso ha subito un calo del 3,7%, attestandosi a 27,37 milioni di unità. Anche il Valpolicella base ha registrato una riduzione del 2,7%, per un totale di 16,50 milioni di bottiglie.
Dati di produzione e superficie vitata stabili
La produzione totale di uva si è attestata a 840.510 quintali. Di questi, una parte significativa, pari a 327.545 quintali, è stata destinata al processo di appassimento. La superficie vitata dedicata alla principale denominazione di rossi del Veneto rimane invariata a 8.614 ettari.
Sul fronte commerciale, i vini della Valpolicella continuano a raggiungere mercati internazionali. I prodotti sono infatti esportati in ben 87 Paesi, dimostrando una forte presenza globale nonostante la flessione produttiva.
Focus sulla qualità e il valore del marchio
I dati sono stati presentati ufficialmente presso la Regione Veneto. L'occasione è stata la presentazione della sesta edizione del Valpolicella Annual Report, curato dal Consorzio di Tutela. Questo evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali e del settore.
Il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, ha sottolineato l'importanza di preservare il valore della denominazione. «La congiuntura internazionale richiede oggi una responsabilità ancora maggiore», ha dichiarato. «Il nostro compito non è inseguire i volumi, ma preservare il valore della denominazione».
Geografia della produzione e vitigni identitari
A livello geografico, la provincia di Verona si conferma leader per superficie vitata, con il 15% del totale. Seguono comuni come Negrar e San Pietro in Cariano, entrambi al 13%, e Illasi con l'11%. Queste aree, nel loro complesso, concentrano oltre la metà del vigneto della denominazione, pari al 52%.
Il patrimonio varietale della Valpolicella rimane fortemente legato ai vitigni autoctoni. La Corvina rappresenta la maggioranza, costituendo il 56% della superficie rivendicata. Seguono la Rondinella e il Corvinone, ciascuna con il 19%. La Molinara mantiene una quota del 2%.
Sostegno istituzionale e sfide future
Alla presentazione ha partecipato anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Egli ha evidenziato come «la qualità e l'identità di un prodotto sono la forza per sostenerne il valore sul mercato». Le sue parole sottolineano l'importanza della distintività per il successo commerciale.
Il consigliere regionale Alberto Bozza ha invece richiamato l'attenzione sulle sfide attuali. Tra queste, le tensioni geopolitiche internazionali e la candidatura Unesco per il rito della messa a riposo delle uve. Questi elementi rappresentano aspetti cruciali per il futuro del settore vitivinicolo.
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