Cultura

Unesco: Italia propone presepe, Valpolicella e cibo alpino

19 marzo 2026, 18:00 5 min di lettura
Unesco: Italia propone presepe, Valpolicella e cibo alpino Immagine generata con AI Verona
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L'Italia punta a far riconoscere tre nuove eccellenze culturali e gastronomiche dall'Unesco. Tra le proposte, l'arte del presepe, la lavorazione delle uve della Valpolicella e le tradizioni culinarie delle Alpi.

Nuove candidature Unesco per l'Italia

La Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha approvato nuove proposte. Queste mirano a inserire importanti tradizioni italiane nel patrimonio culturale immateriale. La decisione è arrivata su impulso del ministero della Cultura. Tre elementi distintivi del patrimonio italiano sono stati selezionati per la candidatura. Si tratta del presepe, dell'appassimento delle uve della Valpolicella e del patrimonio alimentare alpino. La notizia è stata diffusa tramite una nota ufficiale del Mic.

Queste candidature rappresentano un importante riconoscimento per le identità locali. Valorizzano la creatività, l'artigianato e le pratiche sociali. L'obiettivo è preservare e promuovere questi saperi per le future generazioni. L'Italia conferma così il suo impegno nella salvaguardia del patrimonio culturale mondiale. La selezione è avvenuta dopo un'attenta valutazione di diverse proposte.

Il presepe: identità e spiritualità

La candidatura intitolata «Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l'arte di crearlo» pone l'accento su diversi aspetti. Viene valorizzata la creatività artistica e l'artigianato. Si sottolinea anche la spiritualità popolare delle comunità che mantengono viva questa tradizione. Contributi significativi provengono dall'Associazione Italiana Amici del Presepio. Anche luoghi simbolo come Greccio e Assisi sono parte integrante della proposta. Questi siti hanno una profonda connessione storica e spirituale con la tradizione presepiale.

L'iniziativa italiana non è isolata. L'Italia ha promosso questa candidatura con il supporto di Spagna e Uruguay. Questo approccio multinazionale rafforza il valore universale del presepe. La proposta assume un significato speciale quest'anno. Ricorrono infatti gli 800 anni dalla morte di san Francesco d'Assisi. San Francesco è una figura centrale nella storia del presepe, avendo realizzato il primo presepe vivente a Greccio nel 1223.

Il ministro della Cultura, Giuli, ha evidenziato l'importanza del presepe. Lo ha definito «un elemento qualificante della identità culturale italiana». Ha inoltre sottolineato il suo ruolo di «collante sociale per le nostre comunità». Infine, ha riconosciuto la tradizione come «una testimonianza eccelsa dell'artigianato artistico tradizionale». Il presepe è quindi molto più di una semplice rappresentazione religiosa. È un fenomeno culturale complesso che unisce arte, fede e comunità.

Valpolicella: il rito dell'appassimento

Un'altra candidatura di rilievo è «Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella». Questa proposta documenta la tradizionale tecnica dell'appassimento delle uve. È un processo fondamentale per la produzione di vini rinomati come l'Amarone. Il dossier mette in luce il legame profondo tra le comunità locali, il paesaggio vitivinicolo e la cultura produttiva. La tradizione dell'appassimento non è solo una tecnica agricola, ma un vero e proprio rito sociale.

Il dossier, destinato alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale, è il risultato di una stretta collaborazione. Hanno lavorato insieme Snodar, il Consorzio dei vini della Valpolicella e diverse istituzioni accademiche. Questa sinergia tra produttori, enti di ricerca e associazioni territoriali garantisce la completezza e la solidità della candidatura. La Valpolicella, situata nella provincia di Verona, è un territorio vocato alla viticoltura da secoli.

L'appassimento delle uve è un metodo antico che richiede grande cura e pazienza. Le uve vengono raccolte e poi lasciate riposare in appositi locali, le 'fruttaie', per diversi mesi. Durante questo periodo, perdono acqua e concentrano zuccheri e aromi. Questo processo conferisce ai vini della Valpolicella le loro caratteristiche uniche di complessità e longevità. La candidatura mira a proteggere questo sapere tradizionale.

Patrimonio alimentare alpino: cooperazione internazionale

Infine, l'Italia partecipa alla candidatura multinazionale «Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità». Questa iniziativa è coordinata dalla Svizzera. Vi partecipano anche Francia e Slovenia. L'Italia contribuisce con il suo patrimonio di tradizioni culinarie montane. La candidatura è presentata per il Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia dell'Unesco.

L'obiettivo è raccogliere e valorizzare le pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine. Queste pratiche sono spesso legate alla stagionalità, alla biodiversità locale e a tecniche di conservazione tramandate di generazione in generazione. L'iniziativa rappresenta un modello virtuoso di collaborazione internazionale. Mira alla tutela e alla trasmissione dei saperi locali in un contesto transnazionale. Le Alpi, infatti, sono un'area geografica condivisa da diverse nazioni.

Il patrimonio alimentare alpino include una vasta gamma di prodotti e preparazioni. Si va dai formaggi d'alpeggio ai salumi, dai prodotti da forno alle erbe officinali. Ogni regione alpina custodisce ricette e tradizioni uniche. La candidatura mira a preservare questa diversità culturale e a promuovere uno sviluppo sostenibile delle aree montane. La cooperazione tra i paesi alpini è fondamentale per affrontare le sfide comuni, come il cambiamento climatico e lo spopolamento.

Il ruolo del ministero della Cultura

Il ministero della Cultura, attraverso la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, svolge un ruolo cruciale. È responsabile dell'identificazione e della promozione delle candidature italiane. Questo processo richiede un'attenta selezione delle tradizioni più significative e rappresentative. La collaborazione con enti locali, associazioni, università e produttori è essenziale per costruire dossier solidi e completi.

L'iscrizione al patrimonio culturale immateriale dell'Unesco porta numerosi benefici. Aumenta la visibilità internazionale, favorisce il turismo culturale e stimola la ricerca e la conservazione. Inoltre, rafforza il senso di identità e appartenenza delle comunità locali. L'Italia, con il suo ricchissimo patrimonio culturale, continua a essere protagonista nel panorama Unesco. Le nuove candidature rafforzano ulteriormente la sua posizione.

La scelta di candidare il presepe, la tradizione vinicola della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino dimostra una visione ampia. Copre aspetti religiosi, enogastronomici e territoriali. Questo approccio olistico è fondamentale per comprendere la complessità della cultura italiana. L'impegno del ministero della Cultura è volto a valorizzare ogni sfaccettatura del patrimonio nazionale.

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