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Reperto chiave nelle indagini

Una maschera antigas è stata rinvenuta tra le macerie dell'abitazione teatro della tragica esplosione a Casteldazzano. Il reperto, recuperato dai soccorritori, sarà oggetto di analisi biologiche nei laboratori del Ris di Parma. L'accertamento tecnico irripetibile è stato disposto dal pubblico ministero e le parti interessate, inclusi gli indagati e le persone offese, potranno partecipare con propri consulenti.

La maschera antigas potrebbe avere avuto un uso legato ad attività agricole, ma rappresenta anche un dispositivo di protezione vitale in ambienti saturi di gas. La sua presenza nell'abitazione dei fratelli Ramponi assume particolare rilievo alla luce della dinamica dell'incidente, dove la presenza di benzina e bombole di gas ha trasformato la casa in un ordigno.

Dinamica della strage e vittime

L'esplosione, innescata dal lancio di un accendino su un pavimento cosparso di benzina, ha causato il crollo parziale dell'abitazione in via San Martino. L'onda d'urto ha travolto diversi carabinieri e poliziotti intervenuti per una perquisizione di materiale esplosivo, tra cui bottiglie molotov rinvenute sul tetto. L'abitazione era stata di fatto trasformata in una sorta di fortino.

Il bilancio della tragedia è pesante: tre vittime tra le forze dell'ordine, i carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello. Sono inoltre risultate ferite 19 persone, tra carabinieri e agenti di polizia. I fratelli Ramponi, Maria Luisa, Franco e Dino, sono sopravvissuti all'esplosione, con Maria Luisa che è stata salvata da un muro rimasto in piedi.

Accertamenti tecnici e indagini

L'analisi della maschera antigas si aggiunge a una serie di accertamenti già disposti dalla Procura. In precedenza, i vigili del fuoco di Mestre avevano effettuato sopralluoghi sulle macerie per ricostruire la dinamica dell'esplosione. Il Ris di Parma era stato incaricato di analizzare gli indumenti dei fratelli Ramponi alla ricerca di tracce di benzina.

È stato inoltre conferito un incarico all'esplosivista di fama mondiale Danilo Coppe per contribuire alla ricostruzione dello scenario. L'accusa più grave mossa ai tre fratelli Ramponi è quella di strage, data la potenziale pericolosità delle sostanze presenti nell'abitazione e l'esito fatale dell'esplosione.