Social housing Verona: 40 famiglie a rischio sfratto
Crisi Social Housing a Verona
Circa quaranta famiglie residenti nel condominio «Il Borgo», il primo progetto di social housing a Verona, si trovano ad affrontare l'incertezza abitativa. Le lettere di disdetta, recapitate a partire da giugno 2025, impongono la restituzione degli appartamenti entro aprile 2027, senza che sia stata fornita una chiara motivazione.
Questi nuclei familiari, che risiedono negli alloggi assegnati dal Fondo etico Veneto Casa da circa un decennio, lamentano la mancanza di spiegazioni riguardo alla decisione di interrompere anticipatamente un'esperienza abitativa definita positiva. I pagamenti sono sempre stati puntuali, rendendo la situazione ancora più incomprensibile per gli assegnatari.
Proposta di Acquisto Irrealizzabile
La situazione si complica ulteriormente con l'arrivo di una proposta di acquisto degli alloggi. Tuttavia, il prezzo al metro quadrato, fissato intorno ai 2.700 euro, risulta essere di mercato e persino superiore alla valutazione del 2010 (2.408 euro/mq). Il termine di soli 60 giorni concesso per decidere rende questa opzione inaccessibile per la maggior parte degli inquilini, in particolare per anziani e lavoratori precari.
Molti di questi residenti non hanno la possibilità di accedere a mutui bancari, aggravando ulteriormente la loro condizione di vulnerabilità. La mancanza di alternative abitative certe e la pressione per una decisione affrettata mettono a dura prova la serenità di queste famiglie.
Origini e Sviluppi del Progetto
L'immobile in questione, ancora in fase di completamento al momento dell'acquisizione, era stato acquisito da Veneto Casa. Quest'ultima, fondata nel 2009, aveva beneficiato di un significativo apporto finanziario da parte di enti come la Regione Veneto, la Fondazione Cariparo e Cassa Depositi e Prestiti, con l'obiettivo di promuovere soluzioni abitative sociali.
I residenti ipotizzano che la zona possa essere appetibile per nuovi investimenti commerciali o per la realizzazione di residenze studentesche o affitti brevi. La preoccupazione principale rimane quella di garantire una soluzione abitativa dignitosa per i soggetti più deboli che attualmente occupano gli alloggi.
Critiche alle Amministrazioni
Il sindacato Sunia Cgil, attraverso la segretaria Lorisa Vaccari, ha espresso forte critica nei confronti delle amministrazioni regionale e comunale, denunciando una marcata «indifferenza e latitanza» nel gestire la problematica. La situazione evidenzia una criticità nella gestione delle politiche abitative e nella tutela dei cittadini più fragili.