Cronaca

San Michele: negozio trasformato in moschea, scontro Lega-Comune

16 marzo 2026, 20:33 2 min di lettura
San Michele: negozio trasformato in moschea, scontro Lega-Comune Immagine da Wikimedia Commons Verona
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San Michele Extra: il caso del locale commerciale

Un acceso dibattito politico si è acceso a San Michele Extra, quartiere di Verona, riguardo alla destinazione d'uso di un immobile situato in via Monti. Un locale, ufficialmente accatastato come spazio commerciale, sarebbe infatti utilizzato come luogo di culto islamico, suscitando le perplessità e le critiche della Lega.

La questione è emersa a seguito di diverse segnalazioni da parte di cittadini e consiglieri locali. La Lega ha sollevato il problema in consiglio comunale, evidenziando una presunta difformità tra la destinazione d'uso registrata e l'effettiva fruizione dell'immobile.

Le accuse della Lega

Il capogruppo della Lega in Comune, Nicolò Zavarise, ha dichiarato che gli uffici comunali, dopo un sopralluogo, hanno confermato l'utilizzo del negozio come moschea. La vicesindaca Barbara Bissoli aveva precedentemente comunicato l'avvio di un procedimento sanzionatorio già a dicembre, con un termine di 30 giorni per le controdeduzioni dei proprietari.

Nonostante il tempo trascorso, l'attività di preghiera sembrerebbe proseguire, con manifesti affissi all'esterno che annunciano eventi, in particolare durante il Ramadan. La Lega chiede un intervento deciso da parte dell'amministrazione, suggerendo anche l'apposizione dei sigilli per inibire l'attività, un'azione già intrapresa in passato per altre realtà religiose.

A rafforzare le critiche, interviene anche Paolo Borchia, capodelegazione al Parlamento europeo della Lega, che definisce la situazione «una grossa anomalia» e critica un presunto «atteggiamento lassista» da parte dell'amministrazione comunale.

La replica del Comune

La vicesindaca Barbara Bissoli ha chiarito che l'iter procedurale è in fase avanzata. Ha specificato che la Direzione SUAP/SUEP ha già contestato formalmente ai responsabili la realizzazione di lavori abusivi e il cambio di destinazione d'uso dell'immobile.

Con un'ordinanza datata 10 febbraio 2026, è stata ingiunta la cessazione dell'uso improprio e il ripristino delle opere abusive. Il Comune ha inoltre comunicato che, trascorso inutilmente il termine di 90 giorni previsto dalla legge, procederà d'ufficio al ripristino dello stato dei luoghi.

La vicesindaca ha rassicurato che gli uffici comunali stanno operando nel pieno rispetto delle normative vigenti per risolvere la questione in conformità con quanto previsto dalla legge.

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