Addio del Procuratore Capo Tito a Verona
Si è conclusa l'esperienza professionale del Procuratore Capo Raffaele Tito presso il tribunale di Verona. L'alto magistrato ha lasciato il servizio attivo a causa del raggiungimento dei limiti d'età, dopo aver guidato la procura scaligera da giugno 2023.
La cerimonia di commiato si è svolta nell'aula della corte d'assise, un momento carico di emozione per Tito, salutato da colleghi, giudici, avvocati e rappresentanti delle istituzioni cittadine. Tra i presenti, anche il questore Rosaria Amato.
Memoria e riflessioni sul ruolo di Verona
Il primo pensiero del Procuratore Tito è andato ai carabinieri Valerio Daprà, Marco Piffari e Davide Bernardello, tragicamente scomparsi nell'adempimento del dovere a Castel d’Azzano. «Sono morti per ristabilire le regole del comune vivere civile», ha ricordato Tito, sottolineando la difficoltà e la pericolosità del mestiere di chi opera per la giustizia.
Nel suo discorso di addio, Tito ha evidenziato la crescente importanza di Verona nel panorama nazionale, definendola «sempre di più al centro del mondo». Tuttavia, ha messo in guardia da un potenziale «scollamento con la realtà di tutti i giorni», fatta di criminalità diffusa e infiltrazioni illecite.
Giustizia e sicurezza: un impegno collettivo
Il Procuratore Tito ha lanciato un appello alla comunità, sottolineando come giustizia e sicurezza pubblica siano obiettivi raggiungibili solo attraverso la partecipazione attiva di tutti i cittadini, non solo di magistrati e forze dell'ordine. «Le procure e i tribunali da soli non ce la fanno», ha affermato, auspicando una maggiore collaborazione con gli enti locali.
Un passaggio del suo intervento ha riguardato anche il prossimo referendum sulla giustizia. Tito si è detto convinto che l'ordinamento attuale sia già ben strutturato a tutela dell'indipendenza del pubblico ministero, pur ammettendo la possibilità di miglioramenti.
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