Cronaca

Procreazione assistita: boom di prime visite a Verona

14 marzo 2026, 12:45 3 min di lettura
Procreazione assistita: boom di prime visite a Verona Immagine generata con AI Verona
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Aumento richieste PMA in Aoui

L'infertilità di coppia rappresenta una sfida crescente, come dimostra l'incremento delle prime visite presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) di Verona. Quasi dieci coppie ogni settimana si rivolgono alla struttura per ricevere assistenza nella procreazione.

Le cause dell'infertilità non sono da ricondurre esclusivamente all'età avanzata. Spesso, patologie di natura benigna o maligna giocano un ruolo significativo, rendendo necessaria la preservazione della fertilità prima di trattamenti medici o interventi chirurgici.

Fertilità femminile e scelte riproduttive

La capacità riproduttiva femminile subisce un declino biologico naturale con il passare degli anni. Già tra i 25 e i 28 anni si osserva una riduzione, che diventa più marcata intorno ai 35 anni, con una probabilità di concepimento spontaneo dimezzata. Dopo i 35 anni, questo calo si accentua progressivamente.

Comprendere questi meccanismi biologici è cruciale per una corretta educazione riproduttiva, specialmente per le donne che pianificano una gravidanza in età più avanzata. L'età media del primo parto in Veneto si attesta sui 31-32 anni, in linea con il dato nazionale.

Servizi offerti dal centro Aoui

Presso il Dipartimento Materno Infantile dell'Aoui, l'Unità Operativa di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), guidata dalla dottoressa Rossana Di Paola, offre supporto completo alle coppie. Vengono trattati tutti i protocolli garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale e Regionale, con particolare attenzione all'endometriosi, per cui il trattamento è gratuito per le residenti in Veneto.

Nel 2024, il centro ha eseguito circa 300 prelievi ovocitari, cifra salita a circa 430 nel 2025. Considerando anche i trasferimenti di embrioni crioconservati, il centro ha gestito circa 750 cicli nel 2024 e circa 1000 nel 2025, con una età media delle pazienti di 36 anni.

Percorso terapeutico e innovazione

Il percorso terapeutico inizia con una valutazione approfondita dell'anamnesi e degli esami di base, seguita dalla stimolazione ovarica controllata. Successivamente, si procede al prelievo ovocitario e alla fecondazione in vitro (FIV/ICSI) in laboratorio. Gli ovociti o gli embrioni possono essere crioconservati per futuri tentativi.

Il trasferimento embrionario in utero e il successivo follow-up della gravidanza avvengono in stretta collaborazione con l'unità di Ostetricia e Ginecologia, garantendo un'assistenza completa fino al parto, anche grazie alle strutture di alto livello dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento.

Congresso a Verona: sinergia tra PMA e Ostetricia

Recentemente, Verona ha ospitato il congresso «Dall’infertilità alla nascita: la sinergia tra PMA e ostetricia», un evento che ha riunito specialisti da tutta Italia. L'incontro, presieduto dalla dottoressa Di Paola e dal professor Stefano Uccella, direttore UOC Ostetricia e Ginecologia, ha sottolineato l'importanza di un approccio integrato nella gestione del percorso riproduttivo.

Il professor Uccella ha evidenziato come circa l'8% dei nati presso l'Aoui provenga da percorsi di fecondazione in vitro, sottolineando la complessità clinica di queste pazienti, spesso con storie di patologie o scelte riproduttive posticipate. Verona, ha aggiunto, rappresenta un «raggio di luce nell’inverno demografico», con un aumento delle nascite rispetto all'anno precedente.

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