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Dal 1° maggio Poste Italiane non offrirà più il servizio di posta prioritaria. Solo i quotidiani manterranno tempi di consegna rapidi. Le nuove disposizioni della legge di Bilancio prevedono tempi più lunghi per la posta ordinaria.

Fine del servizio di posta prioritaria

Un'era della corrispondenza cartacea giunge al termine. A partire dal 1° maggio, non sarà più possibile inviare lettere con il servizio di posta prioritaria. Questo tipo di spedizione, che garantiva consegne rapide in uno o due giorni, viene abolito.

La decisione è stata presa in seguito alle disposizioni della legge di Bilancio 2026. La novità riguarda l'intero territorio nazionale, inclusa Verona. Le lettere inviate tramite posta ordinaria, raccomandate, documenti giudiziari e posta assicurata avranno ora tempi di recapito estesi fino a cinque giorni lavorativi.

Motivazioni del cambiamento

L'utilizzo crescente della posta elettronica certificata (PEC) ha portato a una diminuzione significativa dell'invio di lettere e documenti cartacei. Molti ambiti ormai richiedono o favoriscono l'uso della PEC.

Il servizio di Postapriority Internazionale continuerà invece a essere disponibile, seppur con alcune modifiche operative. La sua operatività rimane garantita.

Implicazioni per i consumatori e le aziende

L'associazione Adiconsum ha espresso preoccupazione riguardo alle future tariffe. Secondo l'associazione, i costi per gli utenti potrebbero non essere più calmierati come avviene con il servizio universale. Le tariffe potrebbero essere determinate dal mercato, con conseguenti aumenti.

Il presidente di Adiconsum Verona, Iacopo Cera, ha dichiarato che si attenderanno le prime segnalazioni per valutare l'impatto effettivo della novità. L'associazione ha già attivato un protocollo con Poste Italiane per le procedure di conciliazione.

La preoccupazione di Adiconsum si estende anche all'e-commerce e alle piccole aziende. Molti venditori utilizzavano il servizio Posta1, che offriva tempi rapidi, costi contenuti e tracciamento, per spedizioni leggere. La fine della posta prioritaria potrebbe comportare un aumento dei costi per i consumatori finali.

Poste Italiane ha chiarito che il servizio di posta prioritaria era destinato esclusivamente a documentazione cartacea, escludendo l'invio di oggetti, e quindi non era direttamente collegato all'e-commerce.

Evoluzione del servizio postale

L'amministratore delegato di Poste Italiane, Del Fante, ha sottolineato come l'uscita della posta prioritaria dal servizio universale porterà maggiore flessibilità operativa. L'obiettivo è ottimizzare le consegne.

Con meno lettere da consegnare, i portalettere potranno concentrarsi maggiormente sui pacchi. Questo permetterà di creare sinergie e migliorare l'efficienza nella gestione delle consegne, adattandosi al mutato panorama della corrispondenza.