Polemica relatore estrema destra all'Università di Verona
Invito relatore scatena dibattito
L'Università di Verona è al centro di una vivace discussione a seguito dell'invito rivolto ad Adriano Scianca, figura nota per le sue posizioni di estrema destra e direttore de «Il Primato Nazionale», per un seminario accademico. L'evento, previsto per il 24 marzo, si inserisce in un ciclo di incontri dedicati alle teorie filosofiche e all'intelligenza artificiale.
La polemica è stata innescata da Jessica Cugini, consigliera comunale e capogruppo di «In Comune per Verona Sinistra civica ecologista». Cugini ha espresso forte disappunto per la scelta dell'ateneo, sottolineando come la presenza di un esponente di CasaPound sia in contrasto con i valori etici e costituzionali su cui l'Università dichiara di fondarsi.
Critiche alla scelta dell'ateneo
La consigliera ha evidenziato il legame tra «Il Primato Nazionale» e la casa editrice Altaforte, definita da Cugini come promotrice di contenuti sovranisti con richiami al periodo fascista. Quest'ultima è stata in passato allontanata dal Salone del Libro di Torino proprio per la natura dei suoi volumi.
«Un esponente di CasaPound non può trovare spazio nella nostra università», ha dichiarato Cugini, ribadendo la sua ferma opposizione all'iniziativa. La sua critica si concentra sulla presunta incompatibilità tra l'ideologia promossa da Scianca e i principi di inclusività e rispetto della Costituzione che dovrebbero caratterizzare un'istituzione accademica.
La difesa dell'Università e la motivazione
L'ateneo veronese ha prontamente replicato alle accuse, chiarendo la natura dell'intervento di Scianca. Il docente responsabile del corso, «Teorie dell’Assoluto», ha spiegato che l'invito è motivato dal ruolo di curatore di Scianca per l'edizione italiana del libro «La rivoluzione conservatrice» di Armin Mohler. Quest'opera analizza il contesto intellettuale della Germania del primo dopoguerra, periodo formativo per il filosofo Martin Heidegger, tema centrale del seminario.
L'Università ha ribadito la sua vocazione alla produzione di sapere e allo sviluppo del pensiero critico. La scelta dei relatori, secondo l'ateneo, è finalizzata ad arricchire il dibattito accademico, presentando prospettive diverse su temi complessi come l'intelligenza artificiale e la filosofia della tecnica.
Intervento del Comitato Unitario per la Difesa della Costituzione
Anche il Comitato Unitario veronese per la difesa della Costituzione è intervenuto nella vicenda, esprimendo preoccupazione per la decisione dell'Università. Il Comitato ha sottolineato come il richiamo alla Costituzione e al Codice Etico debba tradursi in un impegno concreto contro ogni forma di discriminazione e nel netto rifiuto dell'ideologia fascista.
Secondo il Comitato, permettere l'accesso a figure riconducibili a organizzazioni neofasciste indebolisce i principi di libertà e dignità umana che la comunità accademica e cittadina è chiamata a tutelare. La loro posizione rafforza le critiche mosse da Cugini, evidenziando una spaccatura tra le esigenze di dibattito aperto e la necessità di preservare i valori fondamentali dell'istituzione.