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Una nuova legge, in vigore da aprile 2026, vieta l'uso improprio del termine 'artigiano'. Le imprese non iscritte all'albo saranno soggette a pesanti sanzioni, fino a 25.000 euro, per contrastare la concorrenza sleale.

Nuova stretta sull'uso del termine artigiano

Dal 7 aprile 2026 entrerà in vigore una normativa importante. Si tratta della Legge annuale Pmi. Questa legge introduce una stretta attesa da tempo. L'obiettivo è chiaro: tutelare il termine 'artigiano' e 'artigianale'.

La nuova disposizione riserva l'uso di queste denominazioni. Saranno utilizzabili solo dalle imprese artigiane. Queste devono essere regolarmente iscritte all'Albo delle Camere di Commercio. L'iniziativa mira a contrastare l'uso improprio del termine.

Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona, ha commentato la novità. Ha espresso la speranza che la legge sia decisiva. Si punta a porre un freno alla concorrenza sleale. L'intento è valorizzare l'autentica eccellenza del Made in Italy.

Sanzioni severe per i trasgressori

Le conseguenze per chi non rispetta la normativa saranno significative. Le sanzioni previste sono molto severe. Si parla di una multa fino all'1% del fatturato. Il minimo stabilito è di 25.000 euro. Questa cifra è prevista per chiunque utilizzi il termine in modo non autorizzato.

Il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio rigoroso. Questo è stato pensato per scoraggiare ogni tentativo di abuso. La sanzione minima di 25.000 euro è applicabile per ogni singola violazione. Questo sottolinea la serietà con cui viene affrontata la questione.

L'obiettivo è garantire che la legge non rimanga solo sulla carta. Si vuole assicurare la sua effettiva applicazione. Questo dovrebbe portare a una maggiore trasparenza sul mercato. I consumatori potranno distinguere meglio i prodotti autentici.

Tutela dei settori chiave dell'economia

Questa novità ha un impatto rivoluzionario. Riguarda settori fondamentali della manifattura italiana. Tra questi figurano l'alimentare, la moda e l'artigianato artistico. Si chiude l'era dei cosiddetti 'furbetti'.

Questi soggetti utilizzavano il prestigio del termine 'artigianato'. Lo facevano senza averne alcun diritto. Il falso Made in Italy agroalimentare genera un giro d'affari enorme. A livello nazionale, si stima tra i 63 e i 120 miliardi di euro annui.

In Veneto, regione nota per le sue eccellenze, ci sono dati significativi. Al 31 dicembre 2025, risultano registrate 6.228 imprese artigiane nel settore alimentare. Nella sola provincia di Verona, questo comparto coinvolge circa 1.100 imprese. Queste realtà occupano oltre 5.000 addetti.

La nuova legge mira a proteggere queste realtà. Garantisce che il valore del lavoro artigiano sia riconosciuto. Si promuove un mercato più equo. La tutela del nome è fondamentale per la reputazione e la competitività.

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