Nuova sede Leal a Verona per tutela animali
Verona si arricchisce di una nuova realtà dedicata alla difesa degli animali: è stata inaugurata sabato 20 settembre la sede locale della Lega Antivivisezionista (Leal). L'associazione, da sempre impegnata contro la violenza e la sperimentazione sugli animali, estende così la sua presenza sul territorio veneto.
La guida della nuova sezione è stata affidata a Roberta Mancini, figura già attiva nel volontariato locale e presidente dell'Univoc. L'ufficializzazione dell'incarico è avvenuta durante un incontro pubblico tenutosi nella Sala Sorelle Bortolotti, un evento aperto alla cittadinanza.
Obiettivi e attività della Leal veronese
La responsabile Mancini ha sottolineato l'importanza di questa apertura, definendola «un passo importante per l'associazione che punta a promuovere la tutela animale e a diffondere una cultura della cura e del benessere umano e non, anche attraverso un'alimentazione etica e consapevole».
L'obiettivo primario della sezione veronese è contribuire alla creazione di una società più attenta e rispettosa di ogni forma di vita e dell'ambiente. Si lavorerà per creare una rete di supporto volta ad aiutare gli animali in difficoltà, accogliendo ogni forma di collaborazione.
L'impegno storico di Leal
Fondata a Milano nel 1978 da Kim Buti, Leal è stata la prima associazione in Italia a finanziare la ricerca scientifica senza l'impiego di animali e a denunciare le sofferenze causate dalla vivisezione. L'associazione sostiene attivamente approcci metodologici innovativi nella ricerca scientifica e ha ampliato il suo raggio d'azione per includere la tutela a 360 gradi dei diritti animali.
Durante l'incontro di presentazione, sono intervenuti anche Giuseppe Rea, consigliere comunale delegato alla tutela e al benessere animale, Gian Marco Prampolini, presidente nazionale Leal, Bruna Monami, vice presidente, Roberto Brognano, responsabile Leal-Maltrattamento, e Cristiano Fant, responsabile Leal Fauna Selvatica. Particolarmente apprezzato il contributo dello psichiatra Stefano Cagno, che ha illustrato le nuove tecnologie scientifiche incruente per la ricerca.