Cronaca

Medici di base veronesi: restituiti 550mila euro

18 marzo 2026, 05:01 2 min di lettura
Medici di base veronesi: restituiti 550mila euro Immagine da Wikimedia Commons Verona
AD: article-top (horizontal)

Medici di famiglia sotto accusa

Medici di base nel Veronese si trovano a dover restituire ingenti somme di denaro alla Regione, tramite l'Ulss 9. La richiesta riguarda compensi percepiti per pazienti che, a loro insaputa, non risultano più in carico.

Si stima che ogni medico convenzionato con l'Ulss 9 debba restituire in media circa 1.000 euro. La cifra complessiva che i medici di famiglia veronesi sono chiamati a versare ammonterebbe a circa 550mila euro.

Compensi retroattivi e mancata comunicazione

Il segretario provinciale Fimmg, Claudio Salvatore, definisce queste decurtazioni come «quote capitarie retroattive, fino a 10 anni fa». Il problema principale risiede nella mancanza di comunicazione: i medici non vengono informati quando un paziente cambia residenza o si trasferisce altrove.

Molti medici lavorano al limite del numero massimo di pazienti consentito (1.500), rendendo impossibile un monitoraggio costante di ogni singolo assistito. La responsabilità della comunicazione del cambio di residenza ricade sui cittadini, ma spesso questi non adempiono a tale obbligo, credendo che il passaggio sia gestito automaticamente dai Comuni.

Anagrafe unica regionale: l'origine del problema

La situazione è emersa a seguito dell'allineamento dell'Anagrafe Unica Regionale con quella Nazionale Assistiti. L'incrocio dei dati ha rivelato incongruenze che ora la Regione sta sanando attraverso trattenute dirette sui compensi dei medici.

Salvatore critica duramente questo metodo, definendolo «inaccettabile nella forma e nella sostanza». Sottolinea come i medici siano costretti a pagare per errori che non dipendono da loro, derivanti da inadempienze altrui.

La posizione dei medici e le soluzioni proposte

La categoria esprime rabbia e amarezza, sentendosi chiamata a rispondere di situazioni al di fuori del proprio controllo. I medici lamentano di essere stati messi di fronte a un «fatto compiuto», con tagli diretti ai propri stipendi senza possibilità di verifica o contraddittorio.

Per quanto riguarda i medici pensionati nell'ultimo decennio, che non possono subire trattenute salariali, l'Ulss 9 procede con ingiunzioni di pagamento. Come possibile soluzione, Salvatore suggerisce che l'Ulss possa rivalersi sui Comuni per le mancate comunicazioni, spostando il problema alla sua origine burocratica.

AD: article-bottom (horizontal)