Il ricordo di un'amicizia e di una promessa
Pierluigi Mascalaito, ex bandiera del Verona, torna con la mente a un periodo doloroso ma indelebile della sua carriera e della sua vita. Ricorda con commozione Mario Giacomi, giovane portiere di grande talento che ha condiviso con lui le gioie e i dolori del calcio veronese negli anni '60 e '70. Mascalaito, che all'epoca era vice allenatore, descrive Giacomi come un ragazzo sensibile ed emotivo, con un futuro promettente davanti a sé.
«Eravamo amici di famiglia, abitavamo vicini ed è stato mio compagno di squadra e poi un mio giocatore», racconta Mascalaito, ritiratosi da tempo in Trentino. «Furono giorni terribili». La loro vicinanza era tale che Mascalaito si ritrovò a condividere la stanza con il giovane portiere alla vigilia del suo esordio in Serie A.
La tragica fatalità colpisce la famiglia Giacomi
La storia di Mario Giacomi è segnata da una serie di eventi luttuosi che sconvolsero profondamente la sua famiglia e l'ambiente calcistico veronese. La prima, devastante tragedia fu la morte improvvisa del fratello minore di Mario, un evento che segnò profondamente il giovane portiere. Poco dopo, un problema cerebrale portò Mario stesso in coma, spegnendo prematuramente la sua giovane vita.
Mascalaito ricorda con amarezza la chiamata della fidanzata di Mario, Giovanna, quella maledetta mattina. «Tutti dovevamo partecipare ai funerali del fratello ed invece...» le parole si interrompono, cariche di un dolore che il tempo non ha sopito. L'ex gialloblù si recò a casa Giacomi, trovando Mario e il fratello maggiore, Gianni, a letto, con i visi sereni, ignari del destino che li attendeva.
Una stufetta killer e un'intera città sconvolta
La causa di quella terribile perdita fu una stufetta malfunzionante, scoperta in seguito, posta nel bagno sotto le camere da letto. Un dettaglio agghiacciante che portò via, nel giro di poco tempo, tre figli alla famiglia Giacomi, benvoluta da tutti a Chievo. «Pazzesco», commenta Mascalaito, ancora scosso dal ricordo di quella catastrofe che lasciò un segno indelebile su tutta Verona.
Nonostante il dolore, Mascalaito desidera che Mario Giacomi venga ricordato per il suo talento e la sua passione. L'esordio in Serie A contro la Juventus fu un momento di grande orgoglio, ma anche di forte pressione per il giovane portiere. Mascalaito cercò di rassicurarlo, dicendogli che giocare contro la Vecchia Signora era «la cosa più facile del mondo», perché eventuali errori sarebbero stati più comprensibili rispetto a partite contro squadre meno blasonate.
Un talento spezzato, un ricordo indelebile
Altri ex compagni di squadra, come Franco Nanni e Sergio Maddè, confermano il ritratto di Mario Giacomi: un ragazzo semplice, intelligente, sensibile e di grande avvenire. Nanni ricorda la sua popolarità tra le ragazze e la sua serietà quando era fidanzato, mentre Maddè sottolinea la sua allegria e l'unità della sua famiglia. «Il Verona era una grande famiglia», conclude Maddè, «e Mario è il nostro giovane portiere. Lo sarà per sempre». La sua scomparsa prematura fu una tragedia che sconvolse l'intera città, lasciando un vuoto incolmabile e un ricordo struggente nei cuori di chi lo aveva conosciuto.