Luciano Iaccarino saluta la Polizia dopo 36 anni
Addio alla divisa dopo 18 anni a Verona
Luciano Iaccarino ha appeso la divisa al chiodo dopo 18 anni di servizio presso la Questura di Verona. La sua carriera nella Polizia di Stato è durata oltre 36 anni, un percorso costellato di incarichi di responsabilità, tra cui la direzione della Digos e dell'ufficio di Gabinetto.
Recentemente, Iaccarino ha avuto un ruolo di primo piano nel coordinamento della Sala operativa interforze per eventi di rilievo nazionale come il G7 e la visita del Santo Padre. Nonostante il pensionamento, dichiara che il suo legame con la divisa e il senso di appartenenza rimangono intatti, definendo il suo cuore «blu», colore distintivo della Polizia.
Dall'ingegneria alla lotta al terrorismo
La scelta di intraprendere la carriera di poliziotto non è stata immediata. Inizialmente, Iaccarino aveva intrapreso gli studi universitari in ingegneria, mostrando una spiccata attitudine per le materie scientifiche. Tuttavia, l'attrazione per il mondo delle forze dell'ordine, influenzata anche dalla presenza di familiari in divisa, lo ha portato a cambiare rotta.
Dopo essersi arruolato, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, iniziando un percorso che lo ha visto crescere da ispettore a commissario di pubblica sicurezza. La professione, pur richiedendo numerosi sacrifici personali e familiari, gli ha regalato profonde soddisfazioni, soprattutto nel rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini.
Indagini e prevenzione: le sfide di una carriera
Nel corso della sua lunga carriera, Iaccarino ha partecipato a indagini di notevole importanza, dall'epoca del sequestro Ghidini a Brescia, agli eventi tragici di Palermo con l'omicidio del giudice Borsellino. A Verona, ha guidato la Digos in operazioni significative, come quella relativa all'omicidio di Nicola Tommasoli.
Tuttavia, Iaccarino sottolinea come le maggiori gratificazioni siano derivate dalle attività preventive, volte a evitare che il crimine si verificasse. Esemplificativo è il caso della rimozione di individui che diffondevano online propositi di violenza islamista o la chiusura di un blog utilizzato da fondamentalisti per incitare al jihad. L'approccio predittivo e di ordine pubblico, spesso gestito attraverso il dialogo per disinnescare tensioni, rappresenta per lui un aspetto fondamentale del suo operato.
Il tifo e la tecnologia: evoluzione della sicurezza
Con una lunga esperienza nella gestione delle tifoserie, Iaccarino ha assistito all'evoluzione delle misure di sicurezza negli stadi. L'Italia, con strumenti come il Daspo, è stata pioniera nel contrasto alla violenza sportiva, esportando modelli efficaci. La tecnologia, dalla videosorveglianza alla «flagranza differita», ha ulteriormente potenziato le capacità investigative e preventive.
Iaccarino evidenzia come l'uso della tecnologia sia diventato essenziale, soprattutto dopo eventi come l'omicidio Biagi, che segnò l'avvento delle rivendicazioni via email da parte delle Nuove Brigate Rosse. Oggi, la rete e i social media sono parte integrante della vita, rendendo indispensabile un approccio investigativo avanzato, pur mantenendo sempre il contatto umano e la conoscenza diretta del territorio come pilastri insostituibili.