Condividi
AD: article-top (horizontal)

Iniziative legali contro l'inquinamento Pfas

Oltre 20.000 persone hanno già aderito a due distinte azioni legali collettive per richiedere risarcimenti a seguito dei danni alla salute causati dall'esposizione ai Pfas. Le iniziative, promosse da diverse realtà, offrono assistenza legale gratuita ai residenti delle zone rosse e arancioni, in cambio di una percentuale sugli eventuali risarcimenti ottenuti.

Le aree interessate dalla contaminazione si estendono tra le province di Verona, Vicenza e Padova. Per la zona rossa, i comuni coinvolti includono Albaredo, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo, Terrazzo, Veronella e Zimella. La zona arancione comprende invece le frazioni di San Bonifacio Lobbia e Locara.

Sentenza ex Miteni come base per le azioni legali

Le cause collettive si basano sulla sentenza di primo grado emessa nel giugno dello scorso anno dal tribunale di Vicenza. In quella occasione, 11 ex manager e dirigenti dell'azienda chimica Miteni di Trissino sono stati condannati a un totale di 141 anni di carcere per avvelenamento delle acque, disastro innominato e bancarotta. La responsabilità è stata estesa anche alle multinazionali Mitsubishi e Icig, precedenti proprietarie dell'azienda.

Questa condanna rappresenta un precedente fondamentale per le richieste di risarcimento, confermando la gravità degli illeciti commessi e la responsabilità delle aziende coinvolte nell'inquinamento che ha colpito un vasto territorio.

Due strategie per il risarcimento

La prima iniziativa, denominata «Risarcimento Miteni», è promossa dalla società bresciana Finanziamento del Contenzioso, operante con i marchi Libra e Prontodanno.it. Secondo il CEO Francesco Consoli, circa 20.000 persone hanno già manifestato l'intenzione di partecipare. L'azienda ha istituito un team dedicato e aperto uffici a Legnago, Noventa Vicentina e Montecchio Maggiore per raccogliere le adesioni.

La società ha raccolto 10 milioni di euro per finanziare le cause. Chi aderisce cede il proprio diritto al risarcimento a una società veicolo che poi distribuirà le somme. La scadenza per aderire è fissata al 22 aprile, per evitare la prescrizione, con l'avvio ipotetico della causa entro quattro o cinque mesi e una durata stimata di almeno tre anni per il primo grado.

Fideal: assistenza gratuita e analisi individuali

La seconda realtà impegnata nel caso Pfas è Fideal, con sede a San Vendemiano (Treviso), che propone un approccio leggermente diverso. L'azienda garantisce assistenza legale gratuita a coloro che agiranno in nome proprio, seppur riuniti in piccoli gruppi. Si tratta di un'azione collettiva, non di una class action, data la specificità dei danni subiti da ciascun individuo.

L'iniziativa «Risarcimento Pfas» di Fideal ha già raccolto circa 500 iscritti, con l'obiettivo di raggiungere 1.500-2.000 partecipanti. Ogni caso verrà analizzato singolarmente per verificare la correlazione tra patologie (legate al colesterolo, cardiologiche, neoplastiche, ecc.) e l'esposizione ai Pfas, includendo anche i danni da preoccupazione. I risarcimenti ottenuti saranno poi devoluti ai cittadini per una quota maggioritaria.

AD: article-bottom (horizontal)