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Commemorazione Divisione Acqui a Verona

La memoria dell'eccidio della Divisione Acqui, avvenuto 82 anni fa a Cefalonia e Corfù, è stata celebrata a Verona con una cerimonia solenne. L'evento, tenutosi al parco delle Mura, ha assunto un significato profondo, trasformandosi in un monito per la salvaguardia della democrazia e della libertà.

La commemorazione ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, oltre a cittadini e studenti delle scuole medie locali. Il monumento nazionale dedicato ai caduti, opera del partigiano e poeta Mario Salazzari, ha fatto da cornice alla sentita celebrazione.

Il contesto storico e il messaggio di pace

L'eccidio ebbe origine dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, quando le truppe tedesche sull'isola intimarono la resa alla Divisione Acqui. Il rifiuto del comandante italiano e la successiva contro-intimazione ai tedeschi scatenarono un violento attacco aereo e terrestre da parte nazista.

«Abbiamo celebrato la cerimonia più importante a livello civile, nazionale e militare che si svolge a Verona ogni anno», ha dichiarato Claudio Toninel, presidente dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui (Anda). Egli ha sottolineato come il ricordo di quei tragici eventi sia uno spunto per ribadire che «la democrazia e la pace non sono beni consolidati, ma vanno sempre rinnovati e difesi».

Riflessioni attuali e ruolo del dialogo

Il sindaco Damiano Tommasi ha collegato la commemorazione ai dibattiti attuali, invitando a riflettere sull'uso delle parole per descrivere conflitti come quello in Medio Oriente. «Ci si divide sull’uso delle parole – genocidio, sterminio, eccidio – dimenticando ciò su cui siamo tutti uniti: il fatto che quanto sta accadendo vada fermato», ha affermato.

Il primo cittadino ha evidenziato come i conflitti attuali colpiscano sempre più civili, bambini e giovani, sottolineando la necessità di un impegno collettivo per il dialogo e la pace. «Il nostro compito, come rappresentanti e amministratori, è indossare la bandiera per confermare i valori di pace che caratterizzano i Paesi democratici», ha concluso.

La cerimonia si è conclusa con la consegna alla Anda della Medaglia d’Onore conferita a Giacomo Cavenati, sopravvissuto all’eccidio e internato militare italiano.