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Assoluzione per Mario Cipollini a Verona

Il ciclista Mario Cipollini è stato prosciolto oggi, 28 aprile, dal Tribunale di Verona dall'accusa di calunnia nei confronti del suo ex datore di lavoro, Ivano Fanini. La decisione del giudice Peter Michaeler è stata che il fatto contestato non costituisce reato.

Il pubblico ministero aveva richiesto una pena di due anni di reclusione per il campione, noto come "il Re Leone". Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro quindici giorni.

Una lunga disputa legale

Il processo nasce da una controversia legale che dura da oltre un decennio tra Cipollini e Fanini, dirigente sportivo che aveva lanciato il corridore nella sua carriera professionistica. La vicenda trae origine da una denuncia per tentata estorsione presentata da Cipollini nei confronti di Fanini nel 2017.

Successivamente all'archiviazione di quella denuncia da parte della Procura, Fanini aveva sporto querela nei confronti dell'ex ciclista per calunnia. Al centro del contendere, un presunto credito non saldato da Cipollini a Fanini, relativo a un contratto ritenuto non rispettato.

Le motivazioni dell'assoluzione

L'accusa di calunnia si concentrava su presunte omissioni commesse da Cipollini nell'atto della sua denuncia originaria. La difesa di Cipollini, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Napoleone, ha sostenuto la sua posizione durante il processo.

L'avvocato di parte civile, Fiorenzo Alessi, ha commentato la sentenza affermando che il reato si sarebbe prescritto a luglio. Ha inoltre sottolineato come sia possibile appellarsi solo in circostanze limitate. Alessi ha definito l'esito della vicenda come un "pareggio", dato che l'accusa di tentata estorsione contro il suo assistito era stata archiviata senza processo, mentre il processo per calunnia si è concluso con l'assoluzione di Cipollini.