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Lavoratori a rischio per le alte temperature

L'ondata di caldo torrido e l'intensa attività dei cantieri rappresentano un serio pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Operai impegnati in edilizia, agricoltura e in tutte le attività all'aperto sono particolarmente esposti ai rischi legati alle elevate temperature.

Situazioni critiche si verificano, ad esempio, per gli asfaltatori, che lavorano a contatto con il bitume incandescente. Sebbene spesso operino in fasce orarie più fresche, la necessità di regolamentare e migliorare le condizioni lavorative in condizioni di afa è un tema sollevato anche dalle organizzazioni sindacali.

Cantieri a Verona e le misure comunali

Nella città di Verona sono in corso numerosi cantieri pubblici. Tra questi figurano i lavori per il filobus, interventi in zona Zai, Borgo Roma e Veronetta gestiti da Acque Veronesi e V-Reti, e il cantiere per il Ponte Nuovo. Sono inoltre previsti lavori legati all'Alta Velocità a San Michele e prossimamente in zona via Albere.

Attualmente, il Comune di Verona, in assenza di direttive specifiche regionali, si affida alla valutazione del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) e del responsabile della sicurezza. Questi professionisti considerano la natura del lavoro, gli orari (come l'anticipo dei lavori di asfaltatura) e la localizzazione del cantiere per mitigare i rischi.

Il piano della Regione Veneto e le esperienze di altre regioni

Di fronte all'emergenza caldo, la Regione Veneto ha annunciato l'adozione di un "Piano Caldo". Questo piano, approvato dalla Conferenza delle Regioni, fornirà linee guida dettagliate per la protezione dei lavoratori esposti a temperature elevate e radiazioni solari. L'ordinanza regionale è attesa per lunedì 29 giugno.

Diverse altre regioni italiane hanno già introdotto misure simili. Il Lazio, ad esempio, ha emesso un'ordinanza che vieta il lavoro all'aperto tra le 12:30 e le 16 nei giorni con rischio "Alto" di stress termico, misura valida fino al 31 agosto 2025. Anche la Calabria ha adottato un'ordinanza analoga, mentre l'Umbria ha anticipato l'emissione delle proprie disposizioni anticaldo a metà giugno 2025. La Toscana, infine, ha implementato un divieto di lavoro tra le 12 e le 16 per attività fisiche intense e prolungate esposizioni solari nei giorni classificati con rischio elevato.

Misure preventive e accordi aziendali

Il "Piano Caldo" del Veneto includerà misure preventive generali come l'organizzazione del lavoro, l'acclimatamento dei lavoratori, l'uso di abbigliamento adeguato e la protezione individuale, l'idratazione e la formazione sui rischi. Particolare attenzione sarà dedicata ai settori dell'agricoltura, dell'edilizia e della logistica.

A livello aziendale, Amia ha siglato un accordo sindacale per tutelare i propri lavoratori durante i picchi di calore. Questo protocollo prevede l'anticipo dei servizi pomeridiani al mattino e l'inizio dei turni di spazzamento e raccolta alle 5 del mattino. L'azienda fornisce inoltre integratori salini e cappellini protettivi, con l'impegno di installare aria condizionata sui mezzi di lavoro e nei locali comuni.