La stagione lirica 2026 dell'Arena di Verona ha registrato un successo senza precedenti, superando i tre mesi di spettacoli, attirando oltre 416.000 spettatori e generando un incasso totale di 37 milioni di euro.
L'edizione più lunga e proficua di sempre
L'Opera Festival 2026 ha segnato un traguardo storico. Per la prima volta, la kermesse ha superato la durata di tre mesi. Sono state 51 le serate di spettacolo dal vivo nell'anfiteatro veronese. La stagione è iniziata il 5 giugno, con un evento trasmesso in diretta televisiva. Si è conclusa invece il 12 settembre, prolungando l'offerta culturale ben oltre le consuetudini.
Questa 103ª edizione ha stabilito un nuovo record assoluto per quanto concerne gli incassi. Il festival ha generato una cifra complessiva di 37 milioni di euro. Questo dato rappresenta un incremento di quasi 1,5 milioni rispetto all'anno precedente, il 2025. Una fetta considerevole di questi introiti, ben 27,9 milioni, deriva direttamente dalle vendite online dei biglietti.
È stato battuto anche il primato di incasso per singola rappresentazione. La Traviata, messa in scena il 13 giugno, ha fruttato 1.079.000 euro. Questo risultato ha superato il precedente record detenuto da Turandot nel 2024. Il festival ha accolto un totale di 416.600 spettatori. Si tratta di un aumento di 12.000 unità rispetto all'anno precedente. L'11% del pubblico era composto da giovani under trenta.
Soddisfazione e prospettive future
La sovrintendente Cecilia Gasdia ha espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti. «Per quanto mi riguarda», ha dichiarato, «è un'unica grande stagione dal 2018. Questa è la mia nona e mi accingo alla decima, che nel 2027 sarà poi anche l'ultima reale stagione del mio secondo mandato». Ha definito il bilancio «straordinario», sottolineando come l'edizione sia andata meglio dell'anno precedente. Questo nonostante l'impegno aggiuntivo legato alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. L'Arena ha infatti ospitato la cerimonia di chiusura dei Giochi e l'apertura delle Paralimpiadi.
Il pubblico straniero ha rappresentato il 57% del totale degli spettatori. Provenivano da ben 131 nazioni diverse. Durante la conferenza stampa di presentazione del bilancio, è intervenuto in collegamento video il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Il ministro ha evidenziato l'importanza del mondo dell'opera per il turismo culturale. «La cultura è la prima motivazione per cui viaggia il turista», ha affermato, sia esso italiano o internazionale.
L'impatto economico sul territorio
Il sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena, Damiano Tommasi, ha commentato l'eccezionalità della stagione. «Siamo un po' abituati alla straordinarietà della stagione lirica», ha osservato. «Ma quest'anno è stata più lunga, visto che abbiamo aggiunto una settimana di opere». Ha menzionato il clima caldo nel periodo centrale, ma ha ringraziato anche il tempo per aver permesso lo svolgimento delle esibizioni. Ha ribadito l'impegno della Fondazione verso le nuove opere e il pubblico giovane. L'obiettivo è creare nuovo pubblico e rafforzare il legame tra l'opera lirica e la città di Verona.
Un recente studio di Nomisma, presentato dal vicedirettore artistico Stefano Trespidi, ha quantificato l'indotto economico generato dal festival. Si stima che la manifestazione porti alla città un beneficio economico di due miliardi di euro. Il moltiplicatore d'impatto è pari a 6,1. Ciò significa che ogni euro investito nell'Arena di Verona restituisce 6,1 euro al territorio circostante. Questo dato sottolinea il valore strategico dell'evento per l'economia locale.