Condividi

Assoluzione per Andrea Diprè

Andrea Diprè, figura nota nel panorama mediatico per il suo stile definito «trash», ha ottenuto la sua seconda assoluzione in sede processuale. L'evento si è verificato di recente, confermando un precedente esito favorevole per il personaggio.

La recente decisione del giudice Silvia Isidori ha scagionato Diprè dall'accusa di truffa. Secondo la sentenza, i fatti contestati non configurerebbero un reato, ma piuttosto un'inadempienza di natura contrattuale, rientrando quindi nella sfera della giustizia civile.

Dettagli del caso legale

Il caso riguardava un episodio occorso nel 2013, quando Andrea Diprè era imputato per presunte condotte illecite nei confronti di un'artista di settant'anni. L'accusa verteva sulla promessa di visibilità nel mondo dell'arte attraverso un pacchetto di dieci interviste.

L'artista aveva versato la somma di 4.000 euro per il servizio, ma secondo quanto emerso, Diprè sarebbe poi sparito senza mantenere gli impegni presi. La difesa, rappresentata dall'avvocato Simone Bergamini, ha sostenuto che si trattasse di un mancato adempimento di un accordo commerciale.

Contesto e precedenti

Questa assoluzione fa seguito a un precedente pronunciamento avvenuto nel giugno precedente. In quella occasione, gli artisti coinvolti in un'altra vicenda del 2011 avevano ritirato la querela, portando a un'ulteriore archiviazione per Diprè.

Il personaggio è noto al pubblico non solo per le sue attività sul web, ma anche per interviste considerate di scarso gusto e per vicende personali che hanno spesso attirato l'attenzione mediatica, come il suo discusso e più volte annunciato matrimonio con Sara Tommasi.