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Progetto Affido Anziani: un legame contro la solitudine

Il Comune di Verona, in collaborazione con la cooperativa Spazio Aperto e l'associazione SpazioLab ODV, prosegue con successo il progetto «Affido Anziani». L'iniziativa, giunta alla sua terza edizione, mira a contrastare l'isolamento sociale tra le persone anziane autosufficienti, creando connessioni significative con cittadini volontari.

L'obiettivo è offrire compagnia e supporto a chi vive da solo, migliorando la qualità della vita e permettendo agli anziani di mantenere la propria indipendenza all'interno delle proprie case. L'intento è favorire relazioni che vadano oltre il semplice aiuto, trasformandosi in legami profondi e duraturi.

Volontariato: un ponte tra generazioni

L'assessora al sociale, Luisa Ceni, sottolinea la natura reciproca di questi scambi. «Si tratta di scambi tra persone, tra cui nasce una relazione vera, profonda», ha affermato. L'intervento dei volontari, spesso giovani, non solo arricchisce la vita degli anziani, ma contribuisce anche a rafforzare il tessuto sociale della comunità.

Questo progetto permette agli anziani di rimanere nel loro ambiente familiare, ricevendo un sostegno prezioso da persone esterne che gradualmente diventano parte integrante della loro vita quotidiana. L'iniziativa si propone di creare un benessere diffuso attraverso la solidarietà intergenerazionale.

Come funziona il progetto Affido Anziani

Il progetto viene diffuso su tutto il territorio cittadino, coinvolgendo gli assistenti sociali del Comune di Verona. Essi identificano e segnalano gli anziani che potrebbero beneficiare di questo tipo di supporto. La cooperativa Spazio Aperto gestisce la fase di selezione e formazione dei volontari.

«La nostra cooperativa porta in campo una professionista, che conosce e incontra tutti gli aspiranti volontari», spiega Deina Centomo, responsabile del progetto per Spazio Aperto. Vengono effettuati colloqui approfonditi per valutare le attitudini e le motivazioni dei candidati, prima di procedere con un incontro che coinvolge anche l'anziano e i servizi sociali, per stabilire un vero e proprio patto di affido.

Storie di successo e prospettive future

Attualmente, sono già 15 i rapporti di affido attivati, con l'ambizioso obiettivo di raddoppiarli entro il 2026, raggiungendo quota 30. Un esempio concreto di successo è la relazione tra Paola Bozzini e la giovane volontaria Gaia Demaide, che si incontrano regolarmente per condividere momenti di svago e conversazione.

«Passiamo del bel tempo, facciamo i nostri giri, ci raccontiamo le nostre cose», raccontano Paola e Gaia. «Parliamo di cose frivole e di cose importanti. Di cultura, politica, religione, gli argomenti non mancano. Il potersi incontrare è una benedizione e una grande opportunità per entrambe». Queste testimonianze evidenziano il valore umano e sociale del progetto.

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