Cronaca

Verolanuova: sfuma progetto Casa della Musica da 5 milioni

19 marzo 2026, 18:01 3 min di lettura
Verolanuova: sfuma progetto Casa della Musica da 5 milioni Immagine da Wikimedia Commons Verolanuova
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Progetto Casa della Musica Verolanuova sfuma

Il ambizioso progetto per la realizzazione della Casa della Musica a Verolanuova è definitivamente tramontato. L'iniziativa, che prevedeva un investimento di circa 5 milioni di euro, è naufragata a seguito di lunghe e complesse trattative, culminate in divergenze insanabili tra le parti coinvolte.

L'obiettivo era creare un polo polifunzionale a sostegno dell'associazione «Si Può Fare», un'organizzazione impegnata nell'integrazione di persone con disabilità attraverso attività musicali e laboratoriali gratuite. Il progetto mirava a offrire uno spazio adeguato per i circa 80 ragazzi seguiti dall'associazione, provenienti da diverse aree della provincia, e a promuovere percorsi di vita indipendente.

Dettagli del progetto e ostacoli

Il complesso edilizio era concepito su tre distinti corpi di fabbrica. Un'area sarebbe stata dedicata alla musica, includendo un teatro da 250 posti, sale prova e uno studio di registrazione. Un secondo blocco avrebbe ospitato laboratori, con una potenziale finalità di avviamento al lavoro. Infine, una sezione residenziale era pensata per favorire l'autonomia dei giovani disabili.

L'amministrazione comunale di Verolanuova aveva inizialmente accolto con favore l'idea, mettendo a disposizione diversi immobili. Tuttavia, nessuno di questi fu ritenuto idoneo dall'associazione. Successivamente, nel 2025, la Fondazione Renato e Damiana Abrami si offrì di finanziare la costruzione di una nuova sede, a condizione che il Comune concedesse un'area in comodato d'uso gratuito.

Le ragioni dello scontro

Le trattative si sono arenate sulla questione della gestione e delle garanzie per i residenti di Verolanuova. Il Comune, pur proponendo la vendita di un lotto edificabile a un prezzo ridotto (passato da 661.600 a 395.000 euro), ha sollevato preoccupazioni riguardo ai costi di gestione annuali, stimati tra i 400.000 e i 500.000 euro. Il timore era che, in caso di difficoltà finanziarie del privato, gli oneri potessero ricadere sull'ente pubblico.

Per mitigare questo rischio, l'amministrazione propose la cessione dell'area in diritto di superficie per quarant'anni, anziché in piena proprietà. Questa soluzione avrebbe permesso al Comune di rientrare in possesso della struttura in caso di problemi. La Fondazione Abrami, tramite il suo procuratore Francesco Gobbi, ha definito questa proposta «inaccettabile» e una «soluzione capestro», accusando l'amministrazione di aver cambiato le carte in tavola e alcuni assessori di aver osteggiato attivamente il progetto.

Possibili sviluppi futuri

La presidente della Fondazione Abrami, Lidia Venturini, pur avendo sostenuto con generosità l'iniziativa, ha constatato l'impossibilità di proseguire a Verolanuova. Nonostante la battuta d'arresto, la Fondazione non intende abbandonare il progetto. Sono già in corso interlocuzioni con un comune confinante, e si prospetta la possibilità di trasferire la sede della «Si Può Fare» in un'altra località, con Manerbio che sembrerebbe essere in pole position.

La lista di minoranza Progetto Verola Nuova, per voce del capogruppo Massimo Tolettini, ha espresso rammarico per l'opportunità mancata, sottolineando come ci si sia soffermati sui dettagli perdendo di vista l'importanza di un progetto di tale portata sia architettonica che umana.

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