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Il settore risicolo italiano protegge quasi 740 milioni di euro con polizze assicurative, coprendo il 75% delle superfici coltivate. La gestione del rischio diventa cruciale di fronte alle sfide climatiche ed economiche.

Copertura assicurativa del riso in Italia

Il comparto risicolo italiano dimostra una forte propensione alla gestione del rischio. Le superfici dedicate alla coltivazione del riso vantano polizze assicurative per un valore complessivo di quasi 740 milioni di euro. Questo dato rappresenta un incremento del 12% rispetto all'anno precedente.

Circa il 75% delle aree coltivate a riso è coperto da specifiche polizze. Questo posiziona il riso al vertice tra le colture seminative del paese. La media nazionale di copertura per le altre colture si attesta infatti intorno al 9%.

Queste informazioni emergono da un'analisi condotta dall'Ismea. L'istituto ha esaminato le strategie di gestione del rischio nel settore risicolo. La presentazione è avvenuta a Vercelli durante l'evento 'Strumenti e prospettive per la prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso'. L'incontro si è svolto in concomitanza con il Festival internazionale Risò.

Distribuzione geografica e tipologie di polizze

La copertura assicurativa riflette la distribuzione geografica delle coltivazioni. Il Nord Italia assorbe il 99,7% dei valori assicurati nel settore risicolo. Le polizze stipulate privilegiano prevalentemente le coperture contro eventi atmosferici frequenti. Tra questi si annoverano grandine, vento forte ed eccesso di piogge.

Le coperture per rischi di natura catastrofale, come la siccità, risultano invece meno diffuse. Eppure, la siccità ha avuto un impatto notevole sulle produzioni nell'ultima campagna agricola.

L'analisi dell'Ismea sottolinea anche un aspetto importante. I costi legati alle assicurazioni per il riso mostrano una minore volatilità. Questo dato è confrontato con la media registrata per le altre colture vegetali.

La gestione del rischio come pilastro strategico

Sergio Marchi, direttore generale dell'Ismea, ha evidenziato l'importanza strategica della gestione del rischio. Ha affermato: «In un quadro caratterizzato da una crescente incertezza climatica e da una forte volatilità economica, la gestione del rischio cessa di essere un mero adempimento burocratico e si trasforma in un pilastro strategico della resilienza e della competitività delle imprese».

L'istituto si impegna a supportare imprese e istituzioni. Lo fa attraverso strumenti sempre più innovativi. Il presidente Livio Proietti ha menzionato il Fondo di Riassicurazione pubblico e il Consorzio di Riassicurazione. Questi strumenti promuovono lo sviluppo di polizze innovative sul mercato.

Tra le iniziative citate figurano anche AgriCat, un fondo mutualistico nazionale cofinanziato dall'UE. È stato inoltre presentato il nuovo indice Cevi (Comuni Eventi Extremes Vulnerability Index). Questo strumento mira a identificare la vulnerabilità del territorio. Serve a supportare la pianificazione delle coperture e degli interventi di prevenzione attiva previsti dai Piani Strategici Regionali.

Partecipanti all'incontro

All'importante iniziativa hanno partecipato diversi esperti del settore. Tra questi, Camillo Zaccarini Bonelli, responsabile della direzione Supporto al Piano strategico della PAC di Ismea. Presenti anche Paola Pietropoli, direttore di Condifesa Vercelli Biella, e Patrizia Barrale, esperta di Climate Risk & Resilience presso HowdenRE.

Ha preso parte ai lavori anche Marco Pieri del Consorzio di Riassicurazione Ismea. L'incontro ha rappresentato un momento di confronto fondamentale per il futuro del comparto risicolo italiano.