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Legambiente ha rilevato criticità microbiologiche in quattro dei cinque laghi piemontesi analizzati. Solo il lago di Viverone risulta in buone condizioni, mentre altri bacini mostrano livelli di inquinamento preoccupanti.

Criticità nei laghi piemontesi: i risultati delle analisi

Le indagini condotte da Legambiente hanno esaminato cinque importanti bacini idrici della regione. Tra questi figurano il lago Grande e il lago Piccolo di Avigliana, la porzione piemontese del lago Maggiore, il lago di Viverone e il lago d'Orta. I risultati complessivi delle analisi microbiologiche sono stati definiti «negativi».

Su un totale di 23 punti di campionamento effettuati, ben il 65% ha superato i limiti di legge stabiliti per la qualità delle acque. Questi dati sono stati resi noti durante la sesta edizione del Forum Acque, un evento organizzato da Legambiente Piemonte-Valle d'Aosta.

Viverone virtuoso, Maggiore in affanno

La nota diffusa dall'associazione ambientalista evidenzia una situazione differenziata tra i vari specchi d'acqua monitorati. Il lago di Viverone si distingue positivamente, essendo l'unico ad essere risultato «indenne» dalle analisi microbiologiche. Non solo, ma questo lago ha anche mostrato un miglioramento delle sue condizioni acquatiche.

La situazione opposta si riscontra sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Qui, su dieci punti campionati, ben otto sono risultati al di sopra dei limiti consentiti. Cinque di questi punti sono stati addirittura classificati come «fortemente inquinati», indicando una grave compromissione della qualità dell'acqua.

Gestione sostenibile delle risorse idriche

Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte-Valle d'Aosta, ha sottolineato l'importanza di una gestione oculata delle risorse idriche. «La gestione sostenibile della risorsa idrica richiede equilibrio tra gli utilizzi dell'acqua e la tutela degli ecosistemi», ha dichiarato.

Ha aggiunto che «territori e comunità dipendono da questi ecosistemi». Fiumi, laghi e zone umide non vanno visti solo come fonti da sfruttare, ma come sistemi complessi. Questi sistemi garantiscono servizi fondamentali, dalla conservazione della biodiversità alla sicurezza del territorio.

La situazione riscontrata in Piemonte, secondo De Marco, dimostra la necessità di basare le decisioni sulla gestione delle acque su criteri scientifici. È fondamentale adottare una visione a lungo termine per preservare questi preziosi ambienti naturali.

Le analisi di 'Goletta dei Laghi' hanno evidenziato la necessità di interventi mirati per migliorare la qualità delle acque nei laghi più colpiti. La collaborazione tra enti locali, cittadini e associazioni ambientaliste è cruciale per invertire la tendenza e garantire la salute dei nostri bacini idrici.

La tutela dei laghi non è solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale. Acque pulite significano maggiore attrattività turistica e una migliore qualità della vita per i residenti. Legambiente continuerà a monitorare la situazione, promuovendo azioni concrete per la salvaguardia di questi ambienti.

Le problematiche emerse richiedono un'attenzione particolare da parte delle amministrazioni competenti. È necessario implementare strategie efficaci per ridurre le fonti di inquinamento e ripristinare l'equilibrio ecologico dei laghi piemontesi. La collaborazione con gli enti di gestione dei bacini idrografici sarà fondamentale per raggiungere questi obiettivi.

La campagna di monitoraggio di Legambiente, 'Goletta dei Laghi', si conferma uno strumento prezioso per informare il pubblico e stimolare un dibattito costruttivo sulla protezione delle acque interne. I risultati presentati offrono uno spaccato chiaro delle sfide che attendono il Piemonte nella gestione dei suoi preziosi laghi.

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