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La Uil Frontalieri chiede uno Statuto per garantire parità di diritti ai lavoratori che attraversano i confini. L'Italia registra il maggior flusso transfrontaliero in Europa.

Statuto per parità di diritti ai frontalieri

È emersa una forte richiesta per uno Statuto dedicato ai lavoratori frontalieri. L'obiettivo è assicurare parità di diritti e tutele. Questo è stato il punto centrale del 5° Congresso nazionale Uil Frontalieri. L'evento si è svolto a Ventimiglia, presso il Forte dell'Annunziata.

Il congresso aveva come tema «Stessi doveri, diritti diversi». La proposta mira a colmare le disparità attuali. Molti lavoratori affrontano quotidianamente il passaggio di confine per svolgere la propria attività lavorativa.

Il segretario generale della Uil Frontalieri, Pancrazio Raimondo, ha fornito dati significativi. Ha spiegato che ci sono circa 130 mila lavoratori frontalieri coinvolti. Di questi, 115 mila sono italiani impiegati nei Paesi vicini. Altri 15 mila lavoratori entrano ogni giorno in Italia per lavorare.

Impatto economico e cooperazione internazionale

Questi lavoratori generano circa 5 miliardi di euro di retribuzioni. Queste risorse contribuiscono significativamente all'economia italiana. Lo ha sottolineato lo stesso Raimondo. È fondamentale riconoscere la specificità del lavoro frontaliero. Questo richiede interventi mirati.

Gli ambiti su cui intervenire includono la fiscalità, la sicurezza sociale e la legislazione del lavoro. È inoltre necessaria una maggiore cooperazione amministrativa tra gli Stati. Questo faciliterebbe la gestione delle problematiche comuni.

Tra le criticità sollevate, spicca la mancanza di piena assistenza sanitaria. Questo riguarda chi lavora nel Principato di Monaco. Inoltre, è stato criticato il nuovo contributo richiesto ai frontalieri italiani in Svizzera. Il sindacato lo definisce una «doppia imposizione».

L'Italia al centro dei flussi transfrontalieri

Durante il congresso è stata presentata una mappa aggiornata. Questa mappa illustra il fenomeno del frontalierato italiano. I dati confermano una realtà importante: l'Italia è il Paese europeo con il più alto numero di flussi transfrontalieri. Questo vale sia per chi esce dal Paese sia per chi vi entra per lavorare.

Le problematiche legate alla mobilità sono state portate all'attenzione anche dai partecipanti. Una lavoratrice, Romina Perrone, impiegata nel Principato di Monaco, ha evidenziato le difficoltà. Gli stipendi oltreconfine sono più alti. Tuttavia, trasporti inefficienti, ritardi e code alla frontiera rendono gli spostamenti quotidiani sempre più complessi.

Domande e Risposte

Qual è la principale richiesta della Uil Frontalieri?

La principale richiesta della Uil Frontalieri è l'istituzione di uno Statuto per i lavoratori frontalieri. Questo statuto garantirebbe parità di diritti e tutele a chi attraversa i confini per lavoro.

Quanti sono i lavoratori frontalieri coinvolti in Italia?

Sono circa 130 mila i lavoratori frontalieri coinvolti. Di questi, 115 mila sono italiani che lavorano all'estero e 15 mila stranieri che lavorano in Italia.

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