Le storiche ville del Veneto e Friuli Venezia Giulia rappresentano un patrimonio economico e culturale di grande valore. Generano 630 milioni di euro di PIL e offrono quasi 14.000 posti di lavoro, proponendosi come alternativa sostenibile all'overtourism.
Il valore economico delle ville storiche
Le ville storiche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia generano un'economia considerevole. Il loro valore complessivo si aggira sui 630 milioni di euro. Questo dato emerge da uno studio commissionato dall'Associazione Ville Venete. Le attività svolte in queste dimore storiche abbracciano diversi settori.
Le iniziative agricole e agroindustriali rappresentano il 35% del fatturato totale. L'organizzazione di eventi contribuisce per il 25%. La ricettività turistica, invece, incide per il 21%. Questi numeri evidenziano la multifunzionalità di queste antiche residenze.
Lo studio è stato presentato a Susegana (Treviso). L'evento era il primo Forum nazionale sul turismo heritage e i patrimoni Unesco. Il tema centrale era proprio il futuro delle ville venete. La ricerca è stata condotta da The European House-Ambrosetti.
Occupazione e indotto generato
Il sistema delle ville storiche è un importante motore occupazionale. Attualmente, impiegano poco meno di 14.000 persone. Questo numero raddoppia se si considera l'indotto generato dalle attività correlate. Figure professionali come restauratori e artigiani beneficiano direttamente di questo settore.
La gestione del patrimonio richiede competenze specifiche. Professionisti della manutenzione e della gestione immobiliare trovano impiego grazie a queste strutture. L'indotto comprende anche fornitori di servizi e professionisti del settore turistico e culturale.
Questi dati sottolineano l'importanza economica e sociale delle ville. La loro valorizzazione crea opportunità di lavoro qualificato. Si tratta di un volano per le economie locali e regionali.
Ville come risposta all'overtourism
Le ville storiche offrono una soluzione concreta al problema dell'overtourism. Oltre la metà di queste dimore si trova in comuni con meno di 20.000 abitanti. Questo le rende ideali per distribuire i flussi turistici.
Attualmente, il 75% degli arrivi turistici si concentra solo sul 13% della popolazione italiana. L'8% di questi si concentra nella sola provincia di Venezia. Le ville storiche possono attrarre visitatori verso destinazioni meno note.
Questo decentramento turistico alleggerisce la pressione sulle città d'arte. Promuove lo sviluppo di aree interne. Offre esperienze turistiche più autentiche e meno affollate. La loro presenza in piccoli centri rivitalizza l'economia locale.
Investimenti e costi di gestione
La gestione e la conservazione delle ville storiche comportano costi significativi. Nel 2025, i proprietari hanno affrontato spese medie di 110.000 euro ciascuno. Gli interventi straordinari nell'ultimo decennio hanno raggiunto i 143.000 euro.
Questi investimenti sono cruciali per preservare il patrimonio. Garantiscono la sicurezza e la fruibilità delle strutture. Permettono di mantenere elevati gli standard di qualità per eventi e ricettività.
La presidente dell'Associazione Ville Venete, Isabella Collalto, ha sottolineato l'importanza di questi dati. «Per troppo tempo», ha affermato, «il nostro sistema è stato impropriamente paragonato a realtà internazionali come i Castelli della Loira, senza però disporre di dati puntuali, scientifici ed economici che permettessero un confronto reale.»
«Oggi cambiamo paradigma», ha aggiunto, «ci basiamo sulla forza dei numeri, con la mappatura dello stato dell'arte creiamo un identikit chiaro e oggettivo della nostra realtà, strumento prezioso a disposizione di proprietari, manager ed esperti del settore.»
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