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La sede veneziana dell'Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS) è stata ufficialmente intitolata al carabiniere Marco Piffari. L'evento, promosso dal presidente locale Giorgio Gavagnin, ha visto la partecipazione di numerosi ex appartenenti alle forze dell'ordine.

Intitolazione Sede UNMS Venezia a Marco Piffari

La sede veneziana dell'Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS) ha una nuova intitolazione. Si è svolta a Mestre una cerimonia significativa. L'associazione ha deciso di dedicare i suoi spazi al carabiniere Marco Piffari. La scelta rende omaggio al suo sacrificio. Piffari perse la vita l'anno scorso. L'incidente avvenne durante l'esplosione di un cascinale a Castel d'Azzano. Con lui scomparvero altri due colleghi.

L'iniziativa è stata fortemente voluta da Giorgio Gavagnin. Gavagnin è poliziotto veneziano in pensione. Ricopre anche le cariche di presidente provinciale e regionale dell'UNMS per Venezia e il Veneto. L'evento si è tenuto il 19 marzo. La location scelta è stata l'auditorium della città metropolitana. Si trova in via Forte Marghera a Mestre. L'appuntamento era intitolato “Criminosa Pigmenta”.

Gavagnin ha definito l'intitolazione “un'iniziativa nell'iniziativa”. Ha spiegato il significato profondo dell'evento. Era un'occasione creata per supportare la rete di colleghi in quiescenza. Parliamo di oltre 500 membri. Questi includono poliziotti, agenti di penitenziaria, finanzieri e carabinieri. La loro dedizione alla sicurezza non si ferma con il pensionamento. Continuano a impegnarsi attivamente.

La Rete dei Colleghi in Quiescenza

La rete di ex appartenenti alle forze dell'ordine è attiva dal 2021. Giorgio Gavagnin ha spiegato la sua genesi. «Ho raccolto i colleghi, con cui parliamo la stessa lingua», ha affermato. L'obiettivo era continuare a condividere esperienze, conoscenze e attività. La rete si è dimostrata subito attiva e presente sul territorio. Offre un punto di riferimento e supporto reciproco.

L'evento “Criminosa Pigmenta” ha visto anche la partecipazione della dottoressa Elena Pagani. Pagani è poliziotta dell'unità di investigazione criminale della polizia scientifica. È anche sindacalista del Sap e specialista in identikit. Inoltre, è maestro d'arte all'Accademia di Brera. Ha presentato il suo lavoro e le sue esperienze. Ha donato al pubblico l'esperienza di un caso particolare. Si trattava della decriptazione di un ritratto. Questo permise di risalire a un omicida.

La dottoressa Pagani ha condiviso dettagli tecnici e metodologici. Ha illustrato come l'analisi forense possa essere fondamentale. L'identikit, in particolare, rappresenta uno strumento potente. Può aiutare a risolvere casi complessi. La sua presentazione ha riscosso grande interesse. Ha evidenziato l'importanza della formazione continua. Anche per chi opera in settori investigativi.

Il Sacrificio di Marco Piffari e l'UNMS

Il momento più toccante della giornata è stato il ricordo di Marco Piffari. Oltre 130 persone hanno partecipato all'evento. Insieme alle loro famiglie, hanno sottoscritto una lettera. La richiesta era chiara: dedicare la sezione veneziana dell'UNMS al carabiniere scomparso. Giorgio Gavagnin ha espresso il suo profondo legame con Piffari. «È morto. E con lui due colleghi», ha dichiarato con commozione. «Sentivo di dover fare qualcosa per questo amico».

Le sue parole hanno sottolineato il senso di appartenenza e il rispetto per il sacrificio. «Onore e memoria, sacrificio estremo per il dovere», ha aggiunto Gavagnin. Questo gesto simboleggia la gratitudine. È anche un modo per mantenere viva la memoria di chi ha dato la vita per la sicurezza collettiva. L'intitolazione della sede è un tributo permanente. Ricorda l'impegno e il coraggio di Piffari e dei suoi colleghi.

L'UNMS è un'associazione di grande rilievo. Conta circa 19 mila iscritti. È presente in 20 regioni italiane. È uno degli enti morali più antichi del Paese. Le sue origini risalgono al 1946. L'associazione si dedica alla tutela dei mutilati e invalidi per servizio. Questa tutela si estende a tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine. Include agenti della polizia di Stato, carabinieri e membri delle forze armate.

L'UNMS svolge un ruolo cruciale. Offre supporto legale, medico e psicologico ai suoi associati. Promuove iniziative per il riconoscimento del loro contributo. Si impegna anche nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. La sua attività è fondamentale per garantire dignità e assistenza. A coloro che hanno subito menomazioni durante l'adempimento del dovere. L'intitolazione della sede di Venezia è un ulteriore passo. Rafforza il legame tra l'associazione e la memoria dei suoi eroi.

Sicurezza Partecipata e Criminologia

L'evento “Criminosa Pigmenta” non si è limitato all'intitolazione. Ha anche affrontato temi legati alla sicurezza partecipata. La presentazione del lavoro di Elena Pagani ha offerto spunti di riflessione. La criminologia e la criminalistica sono discipline complesse. Richiedono competenze multidisciplinari. L'intervento di Pagani ha evidenziato l'importanza della collaborazione. Tra diverse forze di polizia e specialisti.

La figura del poliziotto-sindacalista come Pagani rappresenta un modello. Unisce l'attività investigativa con la tutela dei diritti dei lavoratori. La sua esperienza come maestro d'arte all'Accademia di Brera aggiunge un ulteriore livello. Dimostra come diverse passioni possano integrarsi. E arricchire la professionalità. L'arte e l'analisi criminale possono trovare punti di contatto inaspettati.

La sicurezza partecipata è un concetto chiave. Implica il coinvolgimento attivo dei cittadini. E delle comunità nella prevenzione del crimine. L'iniziativa di Gavagnin con la rete di colleghi in quiescenza ne è un esempio. Dimostra che l'impegno per la sicurezza va oltre l'orario di servizio. La collaborazione tra istituzioni e cittadini è fondamentale. Per creare un ambiente più sicuro per tutti.

L'evento ha anche toccato la questione della memoria storica. Ricordare i caduti come Marco Piffari è un dovere. Serve a onorare il loro sacrificio. E a rafforzare il senso di comunità tra chi ha servito lo Stato. La sede UNMS di Venezia diventa così un luogo di memoria. Ma anche un centro di attività e di impegno futuro. Per continuare a promuovere la sicurezza e il benessere.

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