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Il settore turistico in Veneto, specialmente a Venezia, è considerato strategico e attraente per le organizzazioni mafiose. È stato presentato un protocollo d'intesa per rafforzare la prevenzione antimafia e tutelare le imprese sane.

Il turismo veneto nel mirino della criminalità organizzata

Il comparto turistico rappresenta un settore chiave per l'economia veneta. Purtroppo, questa attrattività lo rende anche un obiettivo per le strutture mafiose. L'obiettivo è infiltrarsi e trarre profitto da un'industria vitale.

Un convegno a Mestre ha messo in luce queste problematiche. L'evento, organizzato dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, ha visto la partecipazione di istituzioni, magistrati e forze dell'ordine. Si sono discusse strategie per rafforzare la legalità nel territorio.

L'incontro ha sottolineato l'importanza di proteggere chi opera nel rispetto delle regole. Le imprese sane necessitano di un ambiente sicuro per prosperare. La criminalità organizzata mina questa stabilità.

Protocollo d'intesa per la prevenzione antimafia

Durante l'evento è stato presentato un importante Protocollo d'intesa. Questo accordo mira alla prevenzione antimafia nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione. L'iniziativa è promossa dalla Prefettura di Venezia.

La città di Venezia è una meta turistica di primaria importanza. Si posiziona come la seconda provincia italiana per numero di presenze turistiche nel 2024. Accoglie il 52% del flusso turistico regionale.

Il settore dell'alloggio e della ristorazione è fondamentale per l'economia locale. Impiega circa 64.000 persone. Venezia è al quinto posto nazionale per occupazione in questo comparto.

Vulnerabilità del settore turistico veneto

Le imprese del settore turistico sono più di 12.000. Hanno registrato un aumento del 14,6% in un decennio. I servizi di alloggio hanno visto una crescita del 39%.

Nonostante l'espansione, emergono alcune vulnerabilità. La maggior parte delle imprese sono di piccole dimensioni. L'occupazione è caratterizzata da forte stagionalità e contratti a tempo determinato.

Questi fattori rendono il settore più esposto. La fragilità delle piccole imprese può essere sfruttata da interessi illeciti. La pandemia ha ulteriormente aumentato questa vulnerabilità.

Strategie per contrastare le infiltrazioni criminali

Le autorità stanno lavorando per identificare indicatori di rischio. L'obiettivo è individuare potenziali infiltrazioni criminali. Si analizzano collegamenti societari, legami personali e flussi finanziari.

L'azione si concentra sulla prevenzione del crimine. Questo approccio è considerato indispensabile e complementare alla repressione. Si mira a creare un ambiente di legalità.

L'Italia è all'avanguardia nelle attività preventive. Strumenti come le white list e le interdittive antimafia sono efficaci. Si spera che questo modello possa essere esportato a livello internazionale.

Il contesto economico e il rischio usura

Dal 2012, si osserva una contrazione del credito alle imprese in Italia. Questo fenomeno è più marcato in Veneto. Gli impieghi vivi sono inferiori del 35% rispetto al 2012.

Il quadro veneto è più critico per le piccole imprese. Il calo degli impieghi vivi raggiunge il 52%. La ripresa del credito non ha interessato le piccole realtà nell'ultimo anno.

In questo contesto, caratterizzato da riduzione del credito e incertezza globale, aumenta il rischio usura. Le organizzazioni criminali potrebbero sfruttare questa situazione per offrire finanziamenti illeciti.

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