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Matteo Salvini ha visitato il Padiglione russo alla Biennale di Venezia, auspicando una soluzione diplomatica per il conflitto in corso. Ha sottolineato il ruolo dell'arte come strumento di avvicinamento tra i popoli.

Salvini visita il padiglione russo alla Biennale

Il vicepremier Matteo Salvini ha fatto tappa al Padiglione russo durante la sua visita alla Biennale di Venezia. L'incontro è avvenuto in presenza della commissaria Anastasia Karneeva. Durante la visita, Salvini ha espresso il suo profondo desiderio di pace.

Ha dichiarato: «La mia speranza è che dopo quattro anni di conflitto, di sanzioni e di morti si vada al tavolo e sia la diplomazia a decidere e a chiudere il conflitto». Queste parole riflettono una posizione chiara sulla necessità di risolvere le tensioni internazionali attraverso il dialogo.

Arte e diplomazia: un ponte tra i popoli

Salvini ha evidenziato come la cultura e lo sport debbano essere considerati ambiti neutrali. Questi settori, secondo il vicepremier, dovrebbero fungere da piattaforme di incontro e di scambio. Ha aggiunto: «Vengo dal Padiglione degli Stati Uniti, passo da quello russo, vado a quello cinese, passo per quello israeliano, vado all'italiano e spero di vederne tanti altri».

L'idea è che la partecipazione a eventi culturali come la Biennale possa offrire una prospettiva diversa. «Chi entra in questo padiglione russo penso che ne esca con un'idea di serenità che poi magari traspone nell'attività politica», ha affermato Salvini. Ha avuto modo di ascoltare le esibizioni degli artisti russi e ha toccato un albero simbolico presso la Palazzina liberty.

Tradizioni popolari e polemiche attuali

Il vicepremier ha manifestato il suo apprezzamento per le tradizioni popolari globali. Ha collegato questo interesse alla recente adunata degli alpini a Genova. «Anche lì è storia e tradizione, lingua e cultura e rispetto», ha spiegato Salvini. Ha notato come anche questo evento abbia suscitato polemiche.

Ha definito la situazione attuale «un'epoca surreale». Ha criticato l'idea che eventi come l'adunata degli alpini possano generare scandalo o preoccupazione. «Non penso che venendo qua si sostenga il conflitto o un governo di una parte o dell'altra», ha chiarito Salvini. Ha ribadito che né gli alpini né gli artisti russi rappresentano una minaccia.

La Biennale come segnale positivo

Salvini ha concluso la sua riflessione sottolineando il valore intrinseco dell'arte. «Penso che l'arte e la Biennale servano a riavvicinare», ha detto. La presenza di padiglioni di nazioni attualmente in conflitto, con giovani artisti innovativi, è vista come un segnale incoraggiante. «Il fatto che padiglioni di Paesi attualmente in conflitto siano aperti, che ci siano giovani belli, innovativi è un bel segnale», ha concluso Salvini. Successivamente, si è spostato verso il Padiglione Italia.

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