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Quattro minorenni coinvolti nell'omicidio di Francesco Favaretto a Treviso sono stati ammessi a un percorso di messa alla prova triennale. Il programma mira al recupero attraverso attività socialmente utili e supporto psicologico.

Percorso rieducativo per i quattro minorenni

Quattro giovani, due ragazzi e due ragazze, affronteranno un percorso di recupero della durata di tre anni. Questa decisione è stata presa dal giudice per le udienze preliminari. I ragazzi sono accusati di concorso in omicidio e rapina ai danni di Francesco Favaretto. La pena prevede il soggiorno in una comunità, attività di volontariato e un sostegno psicologico costante. Il Tribunale dei minori di Venezia supervisionerà il tutto.

La messa alla prova è stata concessa nella sua misura massima. Il programma include lavori a beneficio di persone in difficoltà. Sarà inoltre fondamentale il completamento degli studi o la formazione professionale. Il supporto psicologico continuerà, insieme a sessioni di gruppo. Queste ultime serviranno ad analizzare le dinamiche di gruppo e le responsabilità individuali.

Consapevolezza e responsabilità individuale

L'obiettivo principale di questo percorso è la rieducazione. Gli operatori e il tribunale seguiranno attentamente ogni fase. La prima verifica è prevista per luglio. I giovani hanno mostrato consapevolezza del disvalore delle loro azioni. È stato inoltre sottolineato che nessuno di loro è considerato direttamente responsabile della morte del giovane Favaretto. Questo aspetto ha influenzato la decisione del giudice.

La posizione di un altro minorenne, difeso dall'avvocato Guido Galletti, è stata gestita diversamente. Gli atti sono stati restituiti al pubblico ministero Giovanni Parolin. Il giudice ha dichiarato nulla la richiesta di rinvio a giudizio. L'eccezione della difesa è stata accolta, anche considerando una precedente decisione del Riesame. Quest'ultima aveva già ridimensionato il suo coinvolgimento nell'episodio.

Altri imputati e sviluppi

Un sesto minorenne, assistito dall'avvocato Fabio Crea, aveva già ricevuto una condanna a otto anni con rito abbreviato. L'aggressione mortale a Francesco Favaretto risale al 12 dicembre. Una banda giovanile, composta da maggiorenni e minorenni, avrebbe tentato di rapinarlo di hashish. Durante il tentativo, lo avrebbero colpito ripetutamente. Le ferite riportate portarono al decesso undici giorni dopo in ospedale.

Le complicazioni multiorgano, dovute a ipossia cerebrale e arresti cardiaci, furono fatali. Parallelamente, prosegue l'indagine sui maggiorenni coinvolti. L'inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giulio Caprarola. A processo ci sono Toluwaloju McLinkspual Ade, Angelo Riccardo Ozuna e Abi Traore. Un altro imputato, Marius Popa, è stato condannato a un anno e sei mesi con pena sospesa.

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