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Giovanni Carretta assume la guida dell'Ulss 7 Pedemontana, definendola un'azienda sana ed eccellente. Il nuovo direttore generale, con profonde radici nel territorio, delinea le priorità future, tra cui il potenziamento delle case di comunità e l'attenzione alle fragilità.

Carretta: un ritorno a casa con radici profonde

Il nuovo direttore generale dell'Ulss 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, ha espresso grande soddisfazione per il suo nuovo incarico. Nato a Padova nel 1970, Carretta vanta genitori originari di Bassano, consolidando un legame personale con l'area. Ha trascorso parte della sua adolescenza tra Bassano e Asiago. La sua famiglia ha una lunga storia nel territorio, con il nonno materno, Marcello Busnardo, stimato medico di famiglia a Bassano. Anche il nonno paterno, omonimo del direttore, fu un maestro elementare per quarant'anni.

Laureato all'Università di Padova nel 1995, Carretta si è specializzato in infettivologia e igiene. Ha ricoperto ruoli importanti, inclusa la partecipazione alla commissione regionale vaccini. Il suo ultimo incarico lo ha visto dirigere l'Ulss 3 Serenissima di Venezia, preceduto da un'esperienza all'ospedale universitario di Padova.

L'Ulss 7: un'azienda sana e pronta al futuro

Giovanni Carretta ha descritto l'Ulss 7 Pedemontana come un'azienda «sana e d'eccellenza». Ha evidenziato la solidità del bilancio e il rispetto dei tetti di spesa. Le procedure amministrative e le risposte ai cittadini sono state giudicate positivamente. Tuttavia, il direttore ha individuato aree di miglioramento.

Queste includono la gestione delle liste d'attesa e il potenziamento delle reti cliniche. Particolare attenzione sarà dedicata alle cure palliative e alla tutela delle fasce più fragili della popolazione. Anche il tema delle vaccinazioni, pur delicato, necessita di un incremento e di maggiore sensibilizzazione.

Carretta ha sottolineato l'importanza dell'ascolto, un principio fondamentale derivato dalla sua esperienza medica. La capacità di ascolto permette di comprendere le problematiche e di condividere le scelte con gli operatori.

Le case di comunità e il fattore umano

Un punto chiave della visione di Carretta riguarda le case di comunità. Questi nuovi presidi sono destinati a trasformare radicalmente il servizio sanitario. L'obiettivo è offrire un'assistenza più vicina e accessibile ai pazienti, superando le precedenti divisioni territoriali. Il direttore paragona il suo ruolo a quello di un allenatore di calcio, chiamato a valorizzare al meglio le risorse disponibili.

Ha espresso soddisfazione per il personale dell'Ulss 7, definendolo «molte persone e molti settori eccellenti». Ha citato l'esempio dell'Ortopedia, presente in ogni ospedale con peculiarità distinte ma funzionante in piena sintonia. Questo dimostra un potenziale di integrazione significativo.

Nonostante le croniche difficoltà nel reperire personale sanitario, Carretta si dichiara «molto contento della dotazione dell'Ulss 7». Ha evidenziato il reclutamento di molti giovani negli ultimi tempi. La scuola infermieri del distretto 2 contribuisce a formare collaboratori validi, rendendo l'azienda più sicura rispetto ad altre realtà. La priorità sarà valorizzare il lavoro di ciascuno e fidelizzare il personale alla struttura.

Medico e manager: un connubio vincente

Giovanni Carretta ritiene che l'essere medico sia un vantaggio per svolgere il ruolo di manager. La professione medica insegna ad analizzare i problemi e ad assumersi la responsabilità delle decisioni. La sua esperienza decennale in malattie infettive lo prepara ad affrontare sfide future. L'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che le infezioni ospedaliere diventeranno la principale causa di morte globale entro il 2050.

Su questo fronte, sarà fondamentale investire in prevenzione, formazione e coordinamento. Anche un evento apparentemente semplice come un incidente stradale può comportare rischi infettivi significativi. La gestione di queste problematiche richiederà un approccio integrato e proattivo.

Politica e sanità: un equilibrio da trovare

Riguardo al rapporto tra politica e sanità, Carretta ha chiarito che i direttori generali devono possedere specifici requisiti professionali. La politica, espressione della volontà dei cittadini, definisce le linee di indirizzo strategico. Il suo compito sarà garantire che le condotte dell'azienda siano improntate all'esclusivo interesse dei cittadini e degli operatori sanitari.

Alla domanda sul processo giudiziario che coinvolge l'ex dg Bramezza e l'Ulss, Carretta ha dichiarato di avere solo informazioni giornalistiche. Ha assicurato che l'azienda opererà con trasparenza e nel rispetto della legge.

Priorità operative e conoscenza del territorio

Attualmente, Giovanni Carretta è nella fase di raccolta delle informazioni, paragonabile all'anamnesi in medicina. Le diagnosi e le terapie verranno definite successivamente. Sta compiendo visite approfondite negli ospedali, con l'obiettivo di incontrare tutti i circa 4500 dipendenti entro la fine del mese. Ha già stretto la mano a un migliaio di persone, cercando di operare in modo discreto per non disturbare.

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