A Mestre, il 31 marzo 2026, due manifestazioni contrapposte si sono svolte senza contatti diretti grazie all'intervento delle forze dell'ordine. L'evento ha visto la presenza di Forza Nuova e del Centro Sociale Rivolta, tenuti a distanza da cordoni di sicurezza.
Manifestazioni statiche a Mestre: massima allerta
La giornata del 31 marzo 2026 a Mestre è stata caratterizzata da una tensione palpabile. Due distinti gruppi, Forza Nuova e il Centro Sociale Rivolta, avevano organizzato manifestazioni nella stessa giornata. Le autorità hanno predisposto un imponente schieramento di forze dell'ordine per prevenire qualsiasi tipo di contatto tra le fazioni.
Centinaia di agenti tra polizia, carabinieri e polizia locale hanno presidiato le aree designate. Le manifestazioni sono state concesse in forma statica dalla prefettura e dalla questura. L'obiettivo era garantire la sicurezza pubblica e l'ordine. La separazione fisica tra i due gruppi è stata assicurata da tripli cordoni di sicurezza.
Via Piave e stazione bloccate: la strategia delle forze dell'ordine
La via Piave è stata chiusa al traffico fin dalle prime ore serali. Camionette dei reparti mobili hanno presidiato la zona. Il Centro Sociale Rivolta ha occupato il piazzale antistante la chiesa della Madonna di Lourdes. Qui, megafoni e casse diffondevano musica e messaggi. La loro presenza era in linea con quanto stabilito dalle autorità.
La stazione ferroviaria e l'area antistante il piazzale dei bus sono state completamente bloccate. La circolazione dei mezzi è stata interrotta. Solo i veicoli delle forze dell'ordine potevano accedere. I sottopassi sono stati presidiati. L'intera viabilità è stata modificata per permettere l'espressione del diritto di manifestare in sicurezza.
Nessun corteo: la promessa mantenuta
Il prefetto Darco Pellos e il questore Antonio Sbordone avevano promesso: «Nessun corteo. Né a destra, né a sinistra». Questa promessa è stata mantenuta. Sia Forza Nuova che il Centro Sociale Rivolta hanno rispettato le disposizioni, mantenendo le loro presenze statiche.
Circa 200 attivisti del Centro Rivolta si sono radunati in via Piave. Erano pronti a reagire a eventuali provocazioni. Il loro striscione recitava «Mestre anti-fascista». Dall'altra parte, una quarantina di militanti di Forza Nuova si sono posizionati sul piazzale della stazione. Il loro slogan principale era «No alla moschea di Mestre».
Il commento dei manifestanti e la conclusione della giornata
«Abbiamo impedito la sfilata di Forza Nuova», ha dichiarato Michele Valentini, portavoce del Centro Rivolta. Ha aggiunto: «Non c'è spazio per il corteo fascista nella nostra città. Eravamo pronti a rompere i divieti». Ha sottolineato come la Mestre anti-fascista abbia respinto un «corpo estraneo».
I militanti di Forza Nuova, guidati da Luca Leardini, sono arrivati anche da Verona e Vicenza. Hanno espresso il loro dissenso verso la costruzione di una moschea. Hanno anche criticato gli immigrati di seconda generazione. Il Centro Rivolta ha sciolto il presidio solo verso le 21:45. Hanno atteso la certezza della conclusione della manifestazione opposta. Successivamente, hanno iniziato a muoversi verso il centro di Mestre.
Domande frequenti
Cosa è successo a Mestre il 31 marzo 2026?
A Mestre si sono svolte due manifestazioni statiche, di Forza Nuova e del Centro Sociale Rivolta, tenute separate dalle forze dell'ordine per evitare contatti.
Quali erano gli slogan delle manifestazioni?
Il Centro Sociale Rivolta ha manifestato con lo slogan «Mestre anti-fascista». Forza Nuova ha gridato «No alla moschea di Mestre».