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Una folla di 500 persone si è riunita a Mestre per commemorare Jack Gobbato, vittima di un tragico omicidio. L'evento, tenutosi nel parco Piraghetto, ha lanciato un forte messaggio di unità contro l'odio e la discriminazione.

Commemorazione nel parco Piraghetto

Il parco Piraghetto di Mestre è stato il teatro di un importante raduno. Oltre 500 persone hanno partecipato a una cena di quartiere. L'iniziativa è stata promossa da attivisti e associazioni locali. L'obiettivo era ricordare Giacomo "Jack" Gobbato. Il giovane aveva 26 anni ed è stato ucciso due anni fa. La sua morte è avvenuta mentre cercava di impedire uno scippo.

La scelta del parco non è casuale. Solo due settimane prima, lo stesso luogo era stato al centro di un'altra vicenda. Un influencer di estrema destra aveva interrotto una preghiera comunitaria. Questo evento aveva acceso tensioni nella zona. Inoltre, sono comparse scritte offensive nell'area verde. La cena di quartiere ha voluto contrapporre un messaggio di speranza. Uno striscione recitava: "Una città più forte dell'odio".

Un presidio contro la divisione

Sebastiano Bergamaschi, amico di Jack e membro del Laboratorio Climatico Pandora, ha spiegato le motivazioni. La cena era inizialmente prevista per un'altra data. È stata spostata al Piraghetto per contrastare chi cerca di alimentare divisioni. Bergamaschi ha affermato: "L'evento vuole essere un presidio contro qualsiasi tipo di passeggiata, speculazione, passerella".

L'iniziativa ha rappresentato un netto rifiuto verso chi strumentalizza il parco. Si è voluto trasformare un luogo di tensioni in uno spazio di aggregazione. La comunità ha dimostrato la propria forza. Ha scelto la solidarietà invece della paura. Questo messaggio è stato ribadito da tutti i partecipanti.

Voci dall'opposizione e dalle comunità

Diversi esponenti politici dell'opposizione erano presenti. Giulia Albanese, capogruppo Pd in consiglio comunale, ha sottolineato l'importanza della partecipazione. Ha dichiarato: "Siamo qui per dire che questa è una città democratica, accogliente, inclusiva". Ha criticato le amministrazioni passate e presente. Le ha accusate di aver trascurato il quartiere.

Anche la consigliera regionale Pd, Monica Sambo, ha espresso il suo sostegno. Ha definito essenziale la presenza per ricordare "un momento buio della storia di questa città". Ha criticato le politiche sull'integrazione. Le ha definite "becere e vili" per il modo in cui coinvolgono i bambini.

Kamrul Syed, portavoce della comunità e presidente della Venice Bangla School, ha aggiunto un punto di vista importante. Ha affermato che i problemi sorgono con i nuovi arrivati. Non con chi è nato e cresciuto nella città. Questo sottolinea la necessità di politiche inclusive.

Un messaggio di speranza

La serata è stata un successo. Ha visto la partecipazione di cittadinanza, associazioni e politici. Tutti uniti da un unico scopo: ricordare Jack Gobbato. Hanno anche lanciato un messaggio forte contro l'odio. Hanno affermato la volontà di costruire una comunità più forte e unita. Il parco Piraghetto è tornato ad essere un luogo di incontro.

L'evento ha dimostrato la capacità di Mestre di reagire alle provocazioni. Ha scelto la solidarietà e l'unità. La memoria di Jack Gobbato è diventata un simbolo di questa resistenza. La speranza è che questo spirito continui a guidare le azioni future.