Il progetto Castelvecchio di Alì spa riqualificherà l'area dell'ex ospedale Umberto I a Mestre. L'intervento prevede edifici residenziali, un supermercato e ampi spazi verdi, trasformando una zona abbandonata dal 2008.
Nuova vita per l'ex Umberto I a Mestre
L'area dell'ex ospedale Umberto I a Mestre è destinata a una profonda trasformazione. Il piano di riqualificazione, denominato Castelvecchio, è stato approvato dal consiglio comunale. L'iniziativa è promossa da Alì spa, che ha acquistato il sito di quasi 5 ettari nel 2019. Questo progetto mira a recuperare una zona centrale della città, abbandonata dal 2008 e attualmente utilizzata come parcheggio improvvisato.
La proposta, sviluppata dalla società Planum, è stata presentata nel 2024 con dettagliati rendering e planimetrie. L'obiettivo dichiarato è «restituire alla città una vasta area segnata da anni di abbandono». Il nome Castelvecchio evoca il nucleo storico originario di Mestre, richiamando il primo insediamento urbano documentato. La posizione strategica, vicina a piazza Ferretto, al Centro culturale Candiani, a Villa Querini e alle strutture sportive di via Olimpia, rende l'intervento particolarmente significativo per il tessuto urbano.
Residenze, commercio e un grande parco urbano
Il cuore del progetto Castelvecchio include la costruzione di nuovi edifici residenziali, un supermercato e la creazione di ampi spazi verdi. Planum sottolinea che oltre la metà dei 5 ettari sarà destinata all'uso pubblico. Rispetto ai precedenti piani urbanistici, il progetto di Alì prevede una riduzione delle cubature e delle altezze degli edifici. L'area residenziale sarà caratterizzata da una serie di edifici a torre, fino a 90 metri di altezza, e un edificio a uso misto adiacente al condominio Donatello.
Il nuovo supermercato sarà concepito come una struttura «immersa nel verde». Per quanto riguarda la mobilità, sono previsti 850 posti auto, di cui 500 interrati, e la realizzazione di una nuova rotatoria su via Circonvallazione. Un elemento centrale del progetto è il nuovo parco urbano di 25mila metri quadrati. Questo spazio includerà percorsi ciclo-pedonali, aree attrezzate e la piantumazione di 250 nuovi alberi, che si aggiungeranno ai 70 esistenti. Il parco è pensato per diventare un «fulcro verde strategico», capace di connettere aree verdi oggi frammentate come il parco di via Einaudi, il parco Manin e il parco di Villa Querini. Inoltre, si valorizzerà il corso del fiume Marzenego, in linea con i piani comunali per un parco fluviale.
Recupero e demolizione degli ex padiglioni ospedalieri
La gestione degli edifici storici dell'ex ospedale è stata oggetto di accordi tra Alì e il Comune. I padiglioni Cecchini e l'ex Cup saranno restaurati e ceduti all'amministrazione comunale per future destinazioni d'uso. Il padiglione Pozzan ospiterà funzioni direzionali e commerciali. Il padiglione De Zottis, invece, sarà demolito, una decisione che ha suscitato critiche. Una parte dello spazio liberato dalla demolizione sarà destinata a parcheggio pubblico. La chiesetta e la casa delle suore manterranno il loro vincolo religioso.
L'architetto Alessandro Checchin, coordinatore del gruppo di progettisti di Planum, ha evidenziato come il masterplan punti sulla riorganizzazione funzionale e paesaggistica, riducendo le volumetrie e ripensando gli spazi verdi e le connessioni urbane. Ha definito Castelvecchio uno dei più significativi interventi di rigenerazione urbana previsti nel centro di Mestre.
Le dichiarazioni e le critiche al progetto
Gianni Canella, presidente di Alì Supermercati, ha espresso soddisfazione per l'approvazione della variante, definendo la riqualificazione di un'area così centrale una «sfida e una responsabilità». Ha ringraziato l'amministrazione comunale e i tecnici per il loro impegno, sottolineando la volontà di realizzare un progetto di alta qualità per la città. Dopo quasi sette anni dall'acquisto dell'area, il masterplan può finalmente diventare realtà, portando a una rinascita dopo vent'anni di abbandono.
Canella ha inoltre menzionato la collaborazione con il paesaggista di fama internazionale Joao Nunes per lo studio delle aree verdi. L'intenzione è di iniziare al più presto i lavori, partendo dalle opere pubbliche da cedere al Comune per una rapida fruizione dell'area, aumentando la sicurezza e contrastando il degrado. La programmazione dei lavori mira a mantenere sempre disponibili aree di sosta per i cittadini e a minimizzare l'impatto sulla viabilità.
Tuttavia, il progetto ha sollevato critiche, in particolare dal comitato “Ex Umberto I Bene Comune”. Le principali perplessità riguardano la demolizione del padiglione De Zottis, considerato di valore storico, la realizzazione di un parcheggio e la cementificazione vicino al Marzenego. Altre preoccupazioni includono il potenziale cono d'ombra delle torri residenziali, la mancata valorizzazione della casa delle suore, la carenza di dettagli sul recupero del ponte di Castelvecchio e l'impatto sul traffico di via Circonvallazione. Secondo il comitato, l'amministrazione avrebbe ignorato opzioni di intervento nell'interesse pubblico.