L'Associazione familiari vittime della strada esprime forte contrarietà ai patteggiamenti per la strage del bus a Mestre. Si teme che ciò possa impedire un dibattimento completo sulla tragedia e sulle responsabilità.
Familiari vittime contro patteggiamenti per bus Mestre
L'Associazione italiana familiari e vittime della strada (Aifvs) si oppone fermamente alle richieste di patteggiamento.
Queste accordi potrebbero ostacolare un dibattimento pubblico esaustivo.
Si rischierebbe di non chiarire pienamente le responsabilità individuali.
Inoltre, rimarrebbero oscuri aspetti legati alla manutenzione e sicurezza stradale.
L'associazione ha espresso queste preoccupazioni in una nota ufficiale.
L'udienza fissata per il 7 ottobre vedrà il gip del Tribunale di Venezia esaminare le proposte.
I sette imputati chiedono l'accordo per omicidio stradale plurimo.
Il riferimento è alla tragica fatalità del cavalcavia di Mestre.
L'incidente avvenne il 3 ottobre 2023.
La tragedia del bus elettrico a Mestre
Un bus elettrico uscì dalla rampa del cavalcavia Vempa.
Il mezzo sfondò la protezione laterale e precipitò nel vuoto.
Il bilancio fu devastante: 22 persone persero la vita.
Tra le vittime, vi erano due bambini e una giovane minorenne.
Altre 14 persone rimasero ferite nell'incidente.
La gravità dell'evento ha scosso profondamente la comunità.
Critiche all'assenza di dibattimento
La presidente di Aifvs, Giuseppa Cassaniti, ha espresso forte disappunto.
«Se le richieste verranno accolte, non si celebrerà alcun dibattimento», ha dichiarato.
Ciò significherebbe l'assenza di un confronto pubblico tra le parti.
La ricostruzione dei fatti rimarrebbe incompleta.
Le responsabilità non verrebbero accertate in modo pieno.
L'associazione aveva presentato un esposto il 9 ottobre 2023.
Tuttavia, la presidente Cassaniti lamenta la mancanza di riscontro dalla Procura.
«Ad oggi la Procura non ha dato alcuna evidenza di riscontro», ha affermato.
Nessuna comunicazione sull'esame dell'esposto è giunta.
Non vi sono indicazioni sulla sua acquisizione al fascicolo.
Il consulente tecnico dell'associazione non è stato coinvolto.
«Su una strage di questa portata, il silenzio è inaccettabile».
Richieste di approfondimento e giustizia
L'associazione chiede un riscontro formale al proprio esposto.
Inoltre, sollecita che vengano considerate le segnalazioni tecniche.
Le istanze delle persone offese devono essere tenute in conto.
Ciò è fondamentale nella valutazione delle richieste di patteggiamento.
Le responsabilità legate alla progettazione delle infrastrutture stradali devono essere accertate.
Anche la manutenzione e la gestione delle strade sono sotto esame.
L'associazione vuole che questi aspetti siano indagati fino in fondo.
«Se la strage è stagnante - ha concluso Cassaniti - la responsabilità è anche legata alla sottovalutazione dei diritti delle vittime».
L'obiettivo è ottenere piena giustizia per le famiglie colpite.
Si auspica un processo che faccia piena luce su tutti i contorni della vicenda.