Economia

Mestre: caro diesel, Cgia chiede intervento Ue

21 marzo 2026, 09:34 4 min di lettura
Mestre: caro diesel, Cgia chiede intervento Ue Immagine da Wikimedia Commons Venezia
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La Cgia di Mestre lancia l'allarme sul persistente aumento del prezzo del gasolio. Nonostante le misure governative, il costo rimane elevato, spingendo l'associazione a chiedere un intervento deciso a livello europeo.

Caro Diesel: Aumento Persistente Nonostante Misure

La Cgia di Mestre ha espresso preoccupazione per l'andamento dei prezzi dei carburanti. L'associazione riconosce gli sforzi del Governo italiano. Vengono citate le misure adottate per mitigare gli aumenti. Tuttavia, la situazione per alcune categorie professionali rimane critica. Le riduzioni delle accise non sembrano sufficienti a risolvere il problema.

La possibilità di un credito d'imposta è stata introdotta. Questa misura è destinata a specifici mezzi pesanti. Copre la maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Questo confronto avviene rispetto ai costi di febbraio 2026. Nonostante questi interventi, il prezzo del diesel ha continuato a salire. Dall'inizio dell'anno, l'aumento è stato del 20,9%. Si tratta di un incremento di 34 centesimi al litro. La benzina ha registrato un aumento più contenuto, pari al 3%.

La Cgia sottolinea l'insufficienza delle sole azioni nazionali. È necessario un coordinamento a livello europeo. L'obiettivo è permettere agli Stati membri di ridurre le tasse sui prodotti energetici. Questo deve avvenire senza compromettere la stabilità dei bilanci pubblici. La dipendenza dai prezzi internazionali del petrolio rende l'intervento europeo fondamentale. Le fluttuazioni del mercato globale hanno un impatto diretto sui consumatori e sulle imprese.

Impatto Economico su Autotrasportatori e Altre Categorie

Il confronto con i prezzi del 31 dicembre 2025 evidenzia un quadro preoccupante. Il costo per fare il pieno a un autocarro di massa inferiore alle 7,5 tonnellate è aumentato di circa 172 euro. Questo dato, proiettato su base annua, si traduce in un aggravio di circa 12.350 euro per ciascun mezzo. L'associazione di Mestre evidenzia come il peso economico non ricada solo sui piccoli autotrasportatori. Anche altre figure professionali subiscono le conseguenze.

Tra queste categorie vi sono i taxisti. Sono inclusi anche i gestori di bus turistici (bus operator). Non vanno dimenticati i Noleggiatori con Conducente (NCC). L'aumento dei costi operativi incide direttamente sulla loro redditività. La Cgia pone l'accento sulla necessità di un sostegno mirato per queste attività. La loro funzione nel tessuto economico e sociale è fondamentale.

L'impatto si estende anche al settore della ricarica elettrica. Il costo è passato da circa 70 euro a circa 100 euro. Questo rappresenta un incremento del 43%. Anche se non direttamente legato al diesel, questo aumento segnala una tendenza generale all'incremento dei costi energetici. Il costo del gasolio, in particolare, costituisce una voce di spesa rilevante. Incide mediamente per circa il 30% sui costi operativi totali delle imprese di trasporto. Questo dato evidenzia la vulnerabilità del settore alle variazioni dei prezzi dei carburanti.

Distribuzione Geografica e Numerica delle Attività Colpite

In Italia, il numero totale delle attività direttamente interessate da questi aumenti è considerevole. Si tratta di 306.800 imprese. Una parte significativa è rappresentata dagli agenti di commercio, circa 203.700. Gli autotrasportatori costituiscono un altro gruppo importante, con quasi 68.500 unità. A questi si aggiungono i taxisti e gli NCC, per un totale di 31.500. Infine, i bus operator ammontano a quasi 3.000. Questi numeri delineano la vasta portata del problema.

Analizzando la distribuzione regionale, la Lombardia presenta il maggior numero di attività, con 49.607. Segue il Lazio con 29.357 unità. Il Veneto si posiziona al terzo posto, con 29.105 attività. A livello provinciale, la Città metropolitana di Roma guida la classifica con 22.676 attività. Milano si colloca al secondo posto con 19.438. Napoli segue con 15.857. Le province con il minor numero di attività sono Gorizia (463), Aosta (345) e Isernia (291).

È interessante osservare l'incidenza di queste attività sul totale delle imprese regionali. Le regioni della dorsale adriatica mostrano una concentrazione maggiore. L'Emilia-Romagna guida con il 7,17%. Le Marche seguono con il 7,15%. Il Veneto si attesta al 7,03%. A livello provinciale, Bologna registra l'8,70%. Ancona è all'8,56%. Padova si posiziona all'8,29%. La provincia di Aosta presenta l'incidenza più bassa, pari al 3,21%.

Richiesta di Intervento Europeo per la Stabilità dei Prezzi

La Cgia di Mestre ribadisce la necessità di un'azione coordinata a livello europeo. Le misure nazionali, pur utili, non sono sufficienti a garantire una stabilità duratura dei prezzi. La volatilità dei mercati internazionali e le tensioni geopolitiche influenzano pesantemente il costo dei carburanti. L'Unione Europea ha gli strumenti per intervenire in modo più incisivo. Si chiede una revisione delle politiche fiscali sui prodotti energetici.

L'obiettivo è consentire ai singoli Stati di attuare riduzioni fiscali significative. Queste riduzioni dovrebbero essere permanenti o comunque di lunga durata. È fondamentale che tali interventi non mettano a repentaglio la sostenibilità dei conti pubblici nazionali. La Cgia auspica un dialogo costruttivo tra le istituzioni europee e i governi nazionali. Solo attraverso una strategia comune si potrà affrontare efficacemente il problema del caro diesel. Questo problema ha ripercussioni su un'ampia fetta dell'economia italiana e europea. L'associazione spera che le sue richieste vengano ascoltate. Un intervento europeo mirato potrebbe alleggerire il peso sui trasportatori e sui consumatori finali.

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