La Corte d'Appello di Venezia ha disposto una perizia psichiatrica "super" su Sergio De Zen, accusato di uxoricidio a Maser. L'esame mira a chiarire la sua capacità di intendere e volere al momento del delitto della moglie Manuela Bittante.
Nuova Perizia Psichiatrica per Sergio De Zen a Maser
La vicenda giudiziaria legata all'omicidio di Maser ha raggiunto una fase cruciale. La Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha deciso di affidare un incarico peritale di primaria importanza. Si tratta di una "super perizia" psichiatrica.
Questo esame approfondito dovrà accertare lo stato mentale di Sergio De Zen. L'uomo è imputato per l'omicidio della consorte, Manuela Bittante. L'obiettivo è stabilire con certezza la sua capacità di intendere e volere al momento del tragico evento.
La decisione arriva nel corso del processo di secondo grado. La Corte ha nominato un proprio consulente tecnico. La psichiatra Alessia Cicolini è stata incaricata di condurre le indagini. Dovrà presentare le sue conclusioni entro il prossimo 10 giugno.
Il Contesto dell'Uxorcidio a Maser
Al centro della disputa legale vi è la condizione psicologica di Sergio De Zen, 75 anni. Egli è stato condannato in primo grado a 14 anni di reclusione. La pena è per l'omicidio della moglie Manuela Bittante, 77 anni.
Il delitto è avvenuto nella loro residenza di Maser. La data del fatto è il 24 settembre 2023. La vittima è deceduta il giorno seguente al Ca' Foncello di Treviso. La causa fu una grave emorragia.
L'omicidio si è verificato in un contesto familiare segnato da profonda sofferenza. La difesa, rappresentata dall'avvocato Sabrina Dei Rossi, ha sostenuto una tesi specifica. L'uomo sarebbe stato spinto all'atto da un esasperato senso di pietà.
La moglie era affetta da gravi patologie. Era invalida totale e malata terminale. Era stata dimessa dall'ospedale solo due giorni prima dell'omicidio. De Zen avrebbe agito per porre fine alle sue sofferenze.
Le Consulenze Contrastanti e la Sentenza di Primo Grado
Le indagini psichiatriche precedenti hanno prodotto risultati discordanti. Durante l'udienza preliminare, il consulente Tullio Franceschini aveva indicato una capacità di intendere e volere ridotta. La sua perizia era stata commissionata dalla difesa.
Tuttavia, le conclusioni del perito nominato dalla Corte e dei consulenti della parte civile non concordavano. Essi propendevano per una piena capacità di De Zen. La figlia della coppia, Aurora, assistita dall'avvocato Paolo Pastre, si era costituita parte civile.
Il consulente della difesa aveva invece parlato di una capacità "grandemente scemata". Questa discrepanza di pareri ha reso necessaria una nuova valutazione approfondita.
La sentenza di primo grado, emessa il 17 giugno 2025, aveva delineato un quadro di "assoluta impotenza". I giudici avevano evidenziato lo stato di profonda prostrazione di De Zen. Questo era aggravato da difficoltà burocratiche per l'assistenza domiciliare.
Inoltre, la situazione economica impediva il ricovero della moglie in strutture specializzate. La casa di Maser non era ritenuta idonea per una paziente con quel grado di invalidità. La precarietà abitativa era un fattore rilevante.
La Prospettiva della Figlia e la Nuova Valutazione
La sentenza di primo grado aveva anche considerato le dichiarazioni della figlia Aurora. La donna si era vista riconoscere una provvisionale di 100mila euro. Lei aveva descritto il padre come un uomo maltrattante.
I giudici, però, non avevano trovato riscontri a queste affermazioni. Avevano rilevato contraddizioni rispetto alle prime testimonianze. Nell'immediatezza del delitto, Aurora aveva descritto un clima familiare sereno.
La Corte di primo grado non aveva ritenuto attendibili le dichiarazioni successive della figlia. Ora, la nuova perizia psichiatrica disposta dalla Corte d'Appello assume un ruolo centrale. Sarà l'elemento determinante per definire l'esito finale del processo.
La decisione della Corte d'Appello di Venezia mira a fare chiarezza definitiva. La valutazione della psichiatra Alessia Cicolini sarà fondamentale. Potrebbe influenzare significativamente la pena inflitta a Sergio De Zen.
Il caso di Maser continua a suscitare grande attenzione. Le dinamiche familiari e le condizioni psicologiche dell'imputato sono al centro dell'indagine. La giustizia cerca di ricostruire la verità.
La Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha agito con scrupolo. La nomina di un perito indipendente garantisce un'analisi obiettiva. Si attende con interesse il deposito delle conclusioni della dottoressa Cicolini.
La complessità del caso richiede un'attenzione particolare ai dettagli. La salute mentale dell'imputato è un aspetto cruciale. La legge prevede che venga valutata attentamente in sede processuale.
L'esito della perizia potrebbe portare a una revisione della pena. Potrebbe anche confermare la sentenza di primo grado. La parola finale spetterà ai giudici, basandosi sulle risultanze scientifiche.
Il processo di secondo grado proseguirà con l'acquisizione di questo nuovo tassello probatorio. La comunità di Maser attende risposte. La vicenda ha scosso profondamente il territorio.
La figura di Sergio De Zen e le circostanze che hanno portato all'omicidio di Manuela Bittante rimangono al centro dell'attenzione mediatica.
La Corte d'Appello dimostra la volontà di approfondire ogni aspetto. La ricerca della verità giudiziaria è un percorso complesso.
La psichiatra Alessia Cicolini avrà il compito di fornire un quadro clinico preciso. Questo sarà essenziale per la decisione finale dei giudici.
La data del 10 giugno è ora cerchiata in rosso. Sarà il giorno in cui si conosceranno le prime indicazioni dalla "super perizia".
La vicenda giudiziaria a Maser evidenzia le difficoltà nel valutare la capacità di intendere e volere in casi complessi. Soprattutto quando sono coinvolti stati di profonda sofferenza.
La Corte d'Appello di Venezia sta seguendo un iter rigoroso. La nuova perizia è un passo fondamentale per una giustizia equa.